Il 1° luglio, a Econe sono stati ordinati 4 vescovi senza il mandato pontificio. Ripercorriamo la storia...

di Don Gianfranco Feliciani
Il 1° luglio, a Econe nel Vallese, sono stati ordinati 4 vescovi senza il mandato pontificio. È scisma nella Chiesa Cattolica! Ripercorriamo la storia...
Nel 1970 il vescovo francese Marcel Lefebvre fonda a Friborgo la “Fraternità sacerdotale San Pio X”, finalizzata alla formazione di preti tradizionalisti. Il movimento, critico nei riguardi del Concilio Vaticano II, desidera conservare la Messa tridentina in latino. Agli occhi del mondo la questione sembra solo questa, ma ben presto ci si accorge che il problema non è semplicemente liturgico, ma teologico. I lefebvriani si oppongono all’ecumenismo, al dialogo con le religioni, all’interpretazione della Sacra Scrittura, e altro ancora. Insomma, non comprendono il mistero dell’incarnarsi del messaggio di Gesù nella storia. Diceva papa Giovanni XXIII: “La Chiesa non è un museo da custodire, ma un giardino da coltivare”.
Nel 1988 Lefebvre, definendo i documenti del Concilio “cumulo di eresie” – documenti che però lui stesso aveva firmato – ordina 4 vescovi senza il mandato pontificio. Scatta la scomunica.
Il Vaticano cerca nel tempo di ricucire lo strappo offrendo più volte la mano: a certe condizioni si potrà celebrare la Messa secondo il rito tridentino, Benedetto XIV toglie la scomunica ai 4 vescovi fuorilegge, ma essi dovranno riconoscere la validità del Concilio Vaticano II. Nulla da fare.
Ma il virus della divisione contagia anche la Fraternità di Lefebvre. I tradizionalisti si dividono tra moderati e rigoristi. Nel 2009 uno dei 4 vescovi fuorilegge, il britannico Richard Williamson, balza alla cronaca per lo scandalo suscitato dalle sue posizioni negazioniste dell’Olocausto. Nel 2012 viene espulso dalla Fraternità per essersi rifiutato di manifestare rispetto e obbedienza nei confronti dei superiori.
Rimasto solo, Williamson nel 2014 fonda un’Unione sacerdotale tutta sua sempre intitolata a Lefebvre. La Fraternità si spacca. Nel 2015 viene nuovamente scomunicato dopo aver consacrato un vescovo senza mandato pontificio e senza l’approvazione della Fraternità. L’inquieto vescovo muore nel 2025.
Il virus della divisione è contagioso!