TRIBUNA LIBERA
Bühler vs Caruso: "Il leone, la gazzella, e la politica dei cerotti sociali"
"Aiutare una famiglia che lavora e non arriva a fine mese è sacrosanto, ma chi governa non può accontentarsi di integrare per anni uno stipendio insufficiente"
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Roberto Caruso: "UDC: Utilitarismo Democratico di Centro"

02 NOVEMBRE 2026
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Roberto Caruso: "UDC: Utilitarismo Democratico di Centro"

02 NOVEMBRE 2026

di Alain Bühler *


Roberto Caruso ha portato ad Ascona un leone e una gazzella che nessuno aveva invitato, poi si è chiesto dove finisse chi non può correre. Eppure è lui stesso a ricordare che senza chi lavora non si finanzia nemmeno la solidarietà. Chi si alza la mattina contribuisce anche ad aiutare gli anziani, i malati, le persone con disabilità, chi ha perso l’impiego o si prende cura di un familiare. Riconoscere quell’impegno non significa misurare il valore degli altri da ciò che producono, né escluderli dalla comunità.


Si può discutere dei toni, ci mancherebbe, ma l’immagine del «cancro» era riferita allo statalismo. Nel suo articolo il «torpore» riguarda prima chi sostiene una certa visione dello Stato, poi viene accostato alla dipendenza da un aiuto: quel salto lo compie lui. Mi trova invece d’accordo quando scrive che bisogna incoraggiare l’autonomia e proteggere chi è in difficoltà.


Prendiamolo sul serio, allora, questo obiettivo. Aiutare una famiglia che lavora e non arriva a fine mese è sacrosanto, ma chi governa non può accontentarsi di integrare per anni uno stipendio insufficiente. È a questo immobilismo che penso quando parlo di politica dei cerotti sociali. Per superarlo dobbiamo favorire lo sviluppo delle imprese già presenti e attirare nuove attività ad alto valore aggiunto, capaci di offrire ai residenti impieghi qualificati e ben remunerati. Qui il Governo ha dormito alla grande e per troppo tempo.

Chi vuole investire deve trovare meno burocrazia, regole più semplici e una fiscalità competitiva. Il Cantone, da parte sua, deve cercare attivamente nuove realtà con un marketing territoriale degno di questo nome. La prosperità non piove addosso con qualche legge e un po’ di sussidi. Occorre creare qui le opportunità che tanti nostri giovani finora hanno cercato e trovato oltre Gottardo.


Da salari migliori e imprese più redditizie può arrivare anche più gettito per lo Stato, senza ritoccare le aliquote. Ci vorrà tempo, però, e nel frattempo dobbiamo tenere sotto controllo la spesa e rivedere i compiti per mantenere l’impegno preso con la Dichiarazione di Ascona: risanare le finanze cantonali senza mettere ancora le mani nelle tasche dei cittadini. Le proposte ci sono, dal freno alla spesa allo stop all’aumento dei dipendenti cantonali, e aspettano ancora una decisione del Parlamento.

Già il decreto Morisoli, approvato dal popolo nel 2022, prevedeva di contenere le spese di trasferimento senza incidere sui sussidi alle persone meno abbienti.
Contestare lo statalismo significa pretendere che chi governa affronti le cause dei problemi, anziché amministrarne all’infinito le conseguenze. Lo dobbiamo anche a chi ha bisogno di aiuto, perché la solidarietà non diventi l’alibi di una politica che si sottrae alle proprie responsabilità.


* Capogruppo UDC in Gran Consiglio

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