17 feb 2010 - 11:48

L’UDC e i Giovani UDC Ticino prendono atto con costernazione delle affermazioni del Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini che, a seguito del blocco dei visti Schengen per la Libia, parla di “verifiche nei confronti della decisione del Consiglio Federale di iscrivere 188 cittadini libici facenti parte del Clan di Gheddafi e del Governo a [...]

L’UDC e i Giovani UDC Ticino prendono atto con costernazione delle affermazioni del Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini che, a seguito del blocco dei visti Schengen per la Libia, parla di “verifiche nei confronti della decisione del Consiglio Federale di iscrivere 188 cittadini libici facenti parte del Clan di Gheddafi e del Governo a Tripoli nella lista dei divieti d’ingresso nell’area Schengen” e “di una Svizzera che con la sua decisione tiene in ostaggio l’intera Europa”.

Frattini ha altresì dichiarato che con la decisione di vietare l’ingresso nell’area Schengen a Gheddafi e altre 187 personalità libiche, Berna li ha praticamente equiparati a terroristi e chiede a Berna di scendere a più miti consigli e fare un passo indietro; qualora ciò non accadesse l’Italia porterebbe la questione a livello europeo per “indurre il nostro paese ad avere un rapporto bilaterale con la Libia più flessibile”.

Riteniamo che queste prese di posizione non vadano di certo a migliorare i rapporti bilaterali tra il nostro paese e l’Italia, vista la situazione già precaria a seguito della campagna mediatica denigratoria protratta dal Ministro dell’Economia e i suoi scudi fiscali.
Come pure riteniamo che la stretta amicizia del Premier Berlusconi con un individuo che si é macchiato le mani di sangue con l’attentato di Lockerbie e che tutt’oggi tiene in ostaggi due cittadini elvetici, non deve sfociare in critiche nei confronti di una legittima decisione del nostro Governo sulla questione dei visti Schengen che é giuridicamente inattaccabile, visto che il peso decisionale della Confederazione é pari a quello di qualunque altro paese dell’area.

Questo modo di comportarsi da parte di Roma é totalmente inaccettabile e il fatto di voler fare pressioni su Berna per farle cambiare idea dimostra quanto rispetto per la nostra sovranità viene espresso dalla Farnesina e da Palazzo Chigi.

Auspichiamo con questo comunicato che Berna non faccia marcia indietro e che Roma rispetti le decisione prese dal nostro paese. Il solo unico problema dell’Italia é la Libia e visto che Silvio Berlusconi é così tanto amico del Generale Gheddafi, si rivolga direttamente a lui.

UDC Ticino
Giovani UDC Ticino

5 commenti su “Blocco libico dei visti Schengen: l’UDC risponde al Ministro italiano Franco Frattini”

  • bike
    17 febbraio, 2010, 13:03

    Domani sapremo se i nostri governanti caleranno le braghe di fronte alle richieste dell’UE.
    Spero di no, lo spero per loro, perchè in quel caso si potrebbe anche ipotizzare di rendere visita a Palazzo federale con i forconi.

  • battagliero
    17 febbraio, 2010, 13:21

    Appoggio pienamente quanto dichiarato dall’UDC.

    L’italia con le pagliacciate trasmessa su tutte le televisioni durante la visita di Gheddafi non ha fatto altro che dimostrare la solita assoluta mancanza di dignità e il solito servilismo. Non la considero certo nella posizione di fare la morale ad altri. E’ sicuramente il peggior vicino di casa che potevamo avere.
    Ritengo invece che il nostro paese ma soprattuto il nostro popolo, stia dimostrando un comportamento coraggioso. Un coraggio che nel cortile ue rimane sconosciuto.

  • 17 febbraio, 2010, 13:35

    E questa mattina il compagno di merende Frattini si è visto con i suoi omologhi maltese e libico.
    Praticamente una confraternita di delinquenti, che, in barba a tutto e tutti si scambiano favori, soldi e chissà cos’altro.
    Intanto il Belpaese sta franando per un po’ di pioggia, la corruzione dilaga, le escort saltano dal letto del premier a quello degli amici degli amici.
    Cha paes….

  • MIM
    17 febbraio, 2010, 16:14

    >max
    Un incontro in cui Frattini ha (forse) capito la situazione, e dal suo comunicato traspare un passo indietro sulle accuse alla Svizzera.
    I paesi nordice dell’UE ribadiscono la totale legalità dell’agire elvetico, e sottolineano che la lista nera è l’effetto della crisi e non la causa, aggiungendo che prima della lista nera sono state provate tutte le strade diplomatiche, come richiede lo statuto.
    In poche parole Frattini può anche piangere in cinese, che non ci saranno eccezioni o leggi ad hoc per l’Italia e i suoi amici di merenda.
    Tutto torna in mano alla CH, che è l’unica che può togliere la lista nera.
    Frattini ha concluso dicendo: “La CH deve ritirare la lista nera e la Libia deve rilasciare gli ostaggi”…uella, ha scoperto l’acqua calda…

  • 17 febbraio, 2010, 16:18

    Quello che mi da particolarmente fastidio è il fatto che finché la problematica era solo svizzera, nessuno se n’è interessato. Ora però che l’Italia, che sembra stia affondando (economicamente e fisicamente) si è accorta della problematica.
    Leggendo i vari quotidiani europei si può evincere che solamente i politici dello stivale sono molto preoccupati, ma non degli ostaggi svizzeri, bensì dei soldoni che rischiano di non incassare.

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