16 mar 2010 - 13:10

L’Italia e di conseguenza il Governo Berlusconi e i suoi ministri proseguono nel prendere a pesci in faccia la Svizzera. La visita e le proposte del ministro italiano Frattini, hanno dimostrato ancora una volta, se mai ve ne fosse bisogno, di come la vicina penisola considera la Svizzera. Gli interessi italiani verso la Libia, fra [...]

L’Italia e di conseguenza il Governo Berlusconi e i suoi ministri proseguono nel prendere a pesci in faccia la Svizzera.

La visita e le proposte del ministro italiano Frattini, hanno dimostrato ancora una volta, se mai ve ne fosse bisogno, di come la vicina penisola considera la Svizzera. Gli interessi italiani verso la Libia, fra rimpatrio di profughi e affari commerciali, sembrano porre in secondo piano persino la questione dell’ostaggio Max Göldi, ancora trattenuto in Libia con la farsa di un processo indipendente.

Alcuni esponenti del mondo politico svizzero hanno avuto reazioni molto negative per le dichiarazioni di Frattini, che ieri aveva annunciato a Tripoli l’intenzione di presentare all’Unione europea una proposta per consentire alla Libia di superare il blocco dei visti in Europa.

“L’Italia esercita pressioni dalla parte sbagliata – ha commentato la presidente della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale Christa Markwalder.
“L’Italia deve criticare la Libia, non la Svizzera – ha aggiunto Markwalder in un’intervista rilasciata alla radio svizzero-tedesca DRS.

A suo avviso, non è accettabile che uno Stato vicino si comporti in tal modo: la Confederazione ha infatti agito conformemente alle regole dello Spazio Schengen ed è pronta a discutere l’abolizione delle restrizioni sui visti non appena il cittadino elvetico imprigionato in Libia potrà rientrare in patria.

La lista nera svizzera limita i movimenti in Europa di 186 personalità libiche, tra cui il leader Muammar Gheddafi.

4 commenti su “Crisi libica. Christa Markwalder: L’Italia critichi la Libia, non la Svizzera.”

  • yago
    16 marzo, 2010, 14:55

    Va bene essere opportunisti ma a tutto ci dovrebbe essere un limite. Vergogna!

  • max
    16 marzo, 2010, 20:32

    Come già dissi in un post precedente, Italia, una banda di lestofanti. Anzi no, LESTOFANTI.

    Basta vedere la Banda Bassotti che governa la Nigeria d’Europa. Mafiosi, corrotti, ladri, drogati, inquisiti.

    E’ normale che difendano il compagno di merende Muammar Gheddafi.

  • bike
    16 marzo, 2010, 20:33

    Il ministro italiano Franco Frattini (e con lui presumo il governo Berlusconi, stranamente silente il Silvio) sta evidentemente esagerando ed alza i toni in modo vergognoso e persino temerario. Il 610 Frattini mi ricorda il prode Sullo.
    Di ritorno da Tripoli il citato Frattini, ha pensato bene di “regalarci” un aut aut di stampo mafioso.
    Il tapino italiano, l’ha chiamata un “proposta di mediazione” che la Svizzera non deve disattendere da qui al 5 aprile. Dice ancora il 610 italico, che se la crisi tra Libia e Svizzera non sarà risolta nei termini indicati (ma che carino!) l’Italia proporrà a tutti i paesi dell’area di Schengen di rilasciare i visti alle personalità di Tripoli anche se la Svizzera continuasse ad opporsi (ma che carinissimo!). Il socialista Franco Frattini promosso da Berlusconi a ministro degli esteri, non conosce neppure bene il codice che cita, in quanto questa possibilità è comunque data e quindi non venga a scassarci i marroni con le sue esternazioni del Menga.
    Domani, sembra che una delegazione del parlamento italiano sarà a Berna e spero che Christa Markwalder (mi piace) saprà rintuzzare le mistificazioni partigiane italiane dei fatti a favore del beduino libico. Temo però che si assisterà all’ennesima calata di braghe del nostro governicchio federale inconcludente.

  • max
    16 marzo, 2010, 20:38

    Tipico dei mafiosi: “…gli ho fatto un’offerta che non ha potuto rifiutare…”

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