18 feb 2011 - 02:02

Massimiliano Ay, candidato MPS-PC al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio

Ricordo con emozione la manifestazione studentesca dell’8 febbraio 2001 e la votazione popolare di dieci giorno dopo: il 18 febbraio di dieci anni fa, infatti, i ticinesi respinsero in massa la decisione di finanziare con fondi pubblici le scuole private, dopo anni e anni di tagli e sacrifici nelle scuole pubbliche. Il pericolo di Comunione e Liberazione, organizzazione affaristico-clericale della destra ultra-conservatrice che già detiene importanti fette di potere in Ticino venne così ostacolata nelle sue mire egemoniche sulla scuola; mire egemoniche che mettevano in discussione l’uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini e la laicità dell’educazione. Non dimentichiamo neppure come il candidato PLR al governo Sergio Morisoli e l’attuale Vescovo Piergiacomo Grampa fossero fra i più feroci e accaniti paladini del tentativo di rovinare la scuola pubblica e laica ticinese!

Nel 2001 ero uno dei liceali che promossero, in seno al Collettivo Studentesco, la manifestazione di piazza che vide partecipare anche il consigliere di Stato uscente Gabriele Gendotti. Ma in questi anni Gendotti ha spesso dormito sugli allori: il DECS non ha saputo frenare la tendenza di mettere la scuola pubblica al servizio degli interessi del mercato (vedi Harmos) e ha continuato la nefasta politica delle casse vuote, favorendo tagli in settori importanti come i corsi di recupero, le gite di studio, i servizi alle famiglie (vedi dentista scolastico). Contro questa politica gli studenti si sono mobilitati più volte nel 2003, nel 2004 e del 2008 con degli scioperi. Come Partito Comunista daremo tutto l’appoggio necessario agli studenti se si dovrà tornare sulle barricate per difendere la scuola pubblica laica ticinese da eventuali “restauratori” rafforzati da questi anni di lassismo. Il pericolo infatti non è certo mitigato dalle belle parole con cui Sergio Morisoli fa campagna elettorale: non mi risulta, infatti, che l’esponente di CL abbia ammesso a chiare lettere di essersi sbagliato a sostenere quell’iniziativa deleteria! Se Morisoli andrà al DECS ritenterà quello che progettava nel 2001. Il prossimo 10 aprile, quindi, non c’è da rinnovare soltanto il governo e il parlamento, c’è anzitutto da decidere se confermare il voto popolare di dieci anni fa o se, eleggendo Sergio Morisoli, aprire le porte ai processi di liberalizzazione (leggi: privatizzazione) anche nella scuola!

L’8 e il 18 febbraio 2001 sono per me fonte di grande insegnamento e se il PLR rinnega il proprio passato sdoganando degli integralisti clericali, dovrà essere il Partito Comunista a difendere l’opera popolare, solidale e mutuale di Stefano Franscini, inserendosi nel solco di una frase, sconosciuta ai più, pronunciata dai fondatori del movimento comunista Friedrich Engels e Karl Marx, che ebbero modo di apprezzare il fondatore della scuola pubblica ticinese, il “radicale risoluto” Stefano Franscini, che “rovesciò la dominazione del clero e dell’oligarchia e riorganizzò in questo povero cantone di montagna l’insegnamento del tutto degenerato sotto la guida dei monaci”!

Massimiliano Ay, candidato MPS-PC al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio