2 nov 2011 - 00:21

Il Partito comunista ha denunciato possibili brogli elettorali a Lugano, ne abbiamo parlato con uno dei candidati al Consiglio nazionale, Mattia Tagliaferri


Mattia Tagliaferri, soddisfatti dei risultati elettorali di settimana scorsa?
Direi che il risultato è stato buono. Abbiamo fatto circa 250 schede in più rispetto a quattro anni fa, e per un partito anagraficamente molto giovane come il nostro secondo me è un grande risultato, che ci fa ben sperare per il futuro.

Voi avete emanato un comunicato stampa in cui sostenete l’esistenza di brogli elettorali a Lugano. Avete delle prove o era solo una boutade?
Non abbiamo affermato che ci sono stati dei brogli elettorali. Noi abbiamo detto che viste le modalità con le quali i risultati sono usciti, è legittimo avere dei dubbi. Le dinamiche con cui sono stati pubblicati i risultati sono strani, i risultati sono cambiati, Fulvio Pelli ha vinto per pochissimi voti, ma anche quanto successo con Gianella nella questione Romano-Duca Widmer, … tutto molto strano! Noi abbiamo dei legittimi dubbi, non abbiamo fatto accuse sparando a zero, e visto che questi dubbi sono piuttosto importanti, abbiamo ritenuto che secondo noi i voti andassero ricontati. Poi tutte le polemiche che hanno seguito il nostro comunicato stampa mi sembra che in sostanza diano peso a quanto da noi detto.

Uno degli episodi controversi, come più volte affermato anche da Alain Melchionda, giornalista di Contesto, è quello di Biasca, dove al sabato c’erano più schede che votanti. Ma poi anche l’assenza dei timbri alle schede, l’acquisto di 10 mila schede da parte dei partiti. Insomma, tutto regolare? E il suo partito ha comprato schede?
No, noi non ne abbiamo comprate! Il galoppinaggio lo lasciamo fare agli altri. Tutto regolare direi proprio di no, ed alcuni dei motivi li ha elencati lei. Non bisognava timbrare le schede: questo non porta necessariamente a dei brogli, ma facilita che ci siano. Aggiungiamo poi che il conteggio è avvenuto a livello comunale, e conseguentemente il controllo è ancora minore; i partiti hanno acquistato un sacco di schede, originali e non facsimili (come avviene per le elezioni cantonali), cosa che può far sorgere dei dubbi in più; il fatto che a Biasca al sabato c’erano se non erro 53 schede nell’urna con 50 votanti; e infine la storia del sorteggio per decidere il secondo seggio pipidino, che tra l’altro ha anche ridicolizzato il nostro sistema democratico con questo gioco del lotto per chi va a fare il consigliere nazionale (già che c’eravamo avremmo potuto organizzarci una bella scommessa prima, così magari ci saremmo almeno divertiti…); la questione di Fulvio Pelli, entrato a bruciapelo; … . Sono tutte cose che possono far pensare che non tutto sia andato regolarmente. Credo che in questo senso i dubbi siano legittimi, e sono in molti ad averli. Non solo noi. La cosa drammatica è che ci siamo dimostrati una vera e propria repubblica delle banane!

Lei ha citato anche il famigerato pareggio in casa PPD. Domenica si è detto che il sorteggio si sarebbe fatto nei giorni seguenti, quando in realtà era già stato fatto. Il cancelliere, Giampiero Gianella, ci ha raccontato una bugia, questa l’accusa che viene da più parti, e tra l’altro non se ne capisce la ragione. Quale il suo giudizio? Gianella può rimanere al suo posto?
Dopo quello che è successo, per conto mio Gianella sarebbe forse il caso che vada a lavorare da un’altra parte. Dovrebbe andarsene, perché quello che è successo è molto grave. Non è però questo il punto centrale, ci sono tutti gli elementi che ho citato prima che fanno pensare a dei “movimenti strani”, se così posso definirli.

Passiamo ai risultati del suo partito, che ha presentato una lista profilata sui giovani. Lei ha ottenuto un lusinghiero quarto posto, distaccando quello che possiamo definire il leader dei vostri giovani, il coordinatore della sezione giovanile, arrivato soltanto sesto. Qual è stato il suo segreto che le ha permesso di battere Aris Della Fontana?
Non c’è nessun segreto e non eravamo in gara. Tutti abbiamo contribuito con le forze che potevamo mettere a disposizione in campagna elettorale alla buona riuscita del partito. I comunisti non giocano a chi ha preso più voti personali, ma lavoriamo per un progetto politico comune.

Prossimo appuntamento il ballottaggio per il Consiglio degli Stati. Scontato il vostro appoggio a Franco Cavalli, come al primo turno. Oltre a lui sosterrete anche qualcun altro?
Sosterremo Cavalli.

Oltre a lui?
Oltre a Cavalli, sosterremo Cavalli. Voto secco su Cavalli, è l’unica persona che è profilata a sinistra con il quale abbiamo delle affinità politiche importanti. Ci muoveremo come al primo turno, quindi andiamo avanti a sostenere solo Franco Cavalli.