Domani l'assemblea numero 100. Luca Albertoni racconta con orgoglio, "100 anni come riferimento indiscutibile per i temi di politica economica generale"
Presso l'Aeroporto di Lugano si terrà la centesima assemblea della Camera di commercio dell'industria, dell'artigianato e dei servizi del Cantone Ticino. "Ci fu il malcelato tentativo di creare una struttura come braccio prolungato dello Stato, per fortuna prevalse il modello anglosassone"
Oltre l'economia
Domani, venerdì 20 ottobre, la 100esima Assemblea generale della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) si terrà nell’Hangar Ruag & Tarmac dell’Aeroporto di Lugano-Agno.

di Luca Albertoni*

Il 21 gennaio 1917 nacque la Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino, con lo scopo principale di dare una voce coordinata agli interessi imprenditoriali di queste due categorie in un periodo storico particolarmente difficile a causa anche del contesto della Prima guerra mondiale. Come usuale in Ticino, le discussioni che precedettero questo atto furono numerose e vivaci, con malcelate tentazioni di creare una struttura solo apparentemente privata, ma in realtà braccio prolungato dello Stato.

Fortunatamente la scelta fu diversa e si optò per il modello anglosassone, cioè di un’associazione completamente  privata, senza alcun contributo statale e quindi realmente rappresentativa degli interessi economici del mondo produttivo nel confronto con le autorità cantonali e federali. Una scelta coraggiosa e giusta, perché a livello mondiale il modello si dimostra molto più efficace nel contesto politico-istituzionale grazie alla chiara ripartizione dei ruoli.

Laddove invece le Camere sono di natura pubblica o semi-pubblica (penso ad esempio alle strutture tedesche, di forma privata ma con obbligo di adesione per ogni azienda), esse hanno sì una forza finanziaria inimmaginabile per la nostra realtà, ma hanno altresì un ruolo a tratti più ambiguo e molto meno orientato alla tutela delle imprese. Oggi la nostra Camera, ma direi tutte le Camere di commercio e dell’industria in Svizzera hanno un ruolo molto chiaro, cioè di riferimento indiscutibile per i temi di politica economica generale. Come deve essere per un’associazione-mantello che al contempo sostiene in maniera sussidiaria le associazioni di categoria per le loro questioni particolari.

Continua a leggere: http://www.cc-ti.ch/cento-anni-di-lavoro-per-la-liberta-economica-e-la-prosperita/

* direttore Cc-Ti

Pubblicato il 19.10.2017 15:00

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