La testimonianza agli inquirenti contraddice la linea difensiva dei Moretti: Jessica fece chiudere le porte. E mentre spunta un video inedito, oggi a Berna incontro tra procure vallesana e romana

SION/CRANS-MONTANA – Nuovi elementi, e nuove accuse, si aggiungono all’inchiesta sul rogo del Le Constellation. Come riferisce il Corriere del Ticino, a mettere nero su bianco dettagli pesanti è uno dei due addetti alla sicurezza presenti quella notte, rimasto ferito nell’incendio.
Secondo il suo racconto, sarebbe stata Jessica Moretti a dare l’ordine di tenere chiuse le porte del locale, lasciando aperto solo l’ingresso principale. Lo scopo, avrebbe spiegato, era impedire che i clienti entrassero o uscissero senza pagare. Una versione che va in direzione opposta rispetto a quanto sostenuto dai coniugi Moretti davanti agli inquirenti: loro hanno infatti affermato di aver chiesto al personale di lasciare sempre accessibili le uscite.
Ma non è tutto. Sempre stando alla testimonianza, gli addetti alla sicurezza dovevano controllare i documenti dei giovani all’entrata: la regola era rifiutare gli under 16, ma “se c’erano tavoli che spendevano” l’indicazione sarebbe stata di farli entrare comunque. Una prassi che, se confermata, aprirebbe un nuovo fronte sull’organizzazione della serata e sulle responsabilità di chi gestiva il locale.
Il racconto dei minuti dell’incendio è drammatico. L’uomo riferisce di aver abbandonato la sua postazione e di essere corso verso il piano interrato da cui arrivavano le fiamme. In quel frangente dice di aver visto Jessica Moretti sulla stessa scalinata, ma mentre usciva. Racconta anche di aver assistito a scene di panico nel sotterraneo, con giovani che cercavano di sfondare la porta di emergenza usando delle sedie. Ferito con ustioni a mani e volto, il buttafuori è rimasto settimane ricoverato in ospedale.
Sul fronte procedurale, la Procura vallesana ha comunicato che è stata versata la cauzione di 200 mila franchi stabilita per Jessica Moretti e che la richiesta di ricusazione contro le procuratrici del dossier, presentata da un legale di famiglie delle vittime, è stata trasmessa al Tribunale cantonale.
Intanto, nelle scorse ore è emerso anche un filmato inedito della serata – diffuso dal Tg3 e rilanciato in Italia – in cui si vede l’arrivo delle bottiglie con le candele pirotecniche, mentre altre immagini delle telecamere del locale, secondo indiscrezioni, sarebbero state recuperate dagli inquirenti e potrebbero fornire nuovi elementi sulla dinamica del rogo.
Oggi, giovedì 19 febbraio, a Berna è previsto un incontro tecnico tra i magistrati della Procura di Roma e gli omologhi vallesani, con i funzionari dell’Ufficio federale di giustizia, per coordinare la cooperazione e valutare i prossimi passi dell’inchiesta, anche alla luce delle pressioni politiche crescenti e dell’ipotesi di una collaborazione investigativa più stretta tra Italia e Svizzera.