Le associazioni che avevano inoltrato ricorso esprimono la loro soddisfazione, “il Gran Consiglio ha violato la legge”

Le associazioni per la protezione della natura e per la pesca comunicano che con deci-sione del 23 luglio il Tribunale cantonale amministrativo ha accolto il loro ricorso contro la microcentrale sulla Verzasca a Brione. Annullando la concessione per lo sfruttamento del-la Verzasca, rilasciata dal Gran Consiglio nel marzo del 2011, il massimo tribunale canto-nale ha ribadito che la centrale non è compatibile con la protezione della valle e del fiu-me Verzasca che meritano invece d’essere conservati in modo integrale.
Gli avvertimenti che Pro Natura, il WWF, la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio e le Federazioni ticinese e svizzera di pesca avevano lanciato al Gran Consiglio nel 2011, secondo cui la centrale di Brione Verzasca sarebbe fuorilegge, hanno trovato ascolto presso il Tribunale amministrativo cantonale di Lugano. “Un impianto con una capacità produttiva così marginale – il 2 per mille del fabbisogno cantonale di energia elettrica – non può scardinare la protezione di un paesaggio d’importanza nazionale come quello della Verzasca”, spiega Luca Vetterli di Pro Natura. Il Tribunale ha ricordato che il pae-saggio può essere utilizzato e non dev’essere necessariamente conservato in modo mu-seale, ma che gli interventi devono rispettarne l’integrità. Il previsto sfruttamento della Verzasca avrebbe però sottratto troppa acqua al fiume e manomesso il paesaggio con opere tecniche come la presa d’acqua e l’edificio della centrale.
Il Tribunale ha pertanto annullato la concessione dello sfruttamento delle acque rilasciata dal Gran Consiglio il 14 marzo 2011. “Forzando l’esito di una lunga serie di esami dell’amministrazione cantonale e federale come pure l’autorevole parere della Commis-sione federale sulla protezione della natura e del paesaggio, che avevano rilevato i con-flitti della centrale con la legge, il Gran Consiglio aveva voluto lasciare la decisione sulla sua legalità al Tribunale amministrativo”, commenta ancora Vetterli.
Le associazioni esprimono grande soddisfazione per il chiaro verdetto dei giudici; al con-tempo ricordano però che se non fossero intervenute, la legge sarebbe stata violata per volere stesso del Gran Consiglio. “Che in quanto a rispetto delle leggi, dovrebbe piuttosto dare l’esempio”.
“Semmai restasse qualche residua possibilità di utilizzazione delle acque in Ticino, oramai sono già sfruttare in modo pressoché totale” – conclude Vetterli – “le associazioni ritengo-no necessario limitarsi esclusivamente a ubicazioni non conflittuali per evitare sprechi e perdite di tempo in progettazioni a fondo cieco, come pure ogni inutile illusione di gua-dagno per le comunità periferiche che ne hanno bisogno”.
