22 gen 2010 - 12:05

Vi era un tempo dove i politici riuscivano a costruire il consenso prima di “gettare” in pasto all’opinione pubblica idee e progetti. Oggi i tempi sembrano davvero cambiati e la riservatezza necessaria a far sì che le buone idee possano maturare ha lasciato lo spazio alle informazioni anticipate dagli amici giornalisti. L’esempio classico lo si [...]

Vi era un tempo dove i politici riuscivano a costruire il consenso prima di “gettare” in pasto all’opinione pubblica idee e progetti.
Oggi i tempi sembrano davvero cambiati e la riservatezza necessaria a far sì che le buone idee possano maturare ha lasciato lo spazio alle informazioni anticipate dagli amici giornalisti.

L’esempio classico lo si é avuto in questi giorni, dove l’idea di rilanciare la concorrenza ticinese in ambito fiscale, favorendo per una volta i grossi contribuenti, é stata letteralmente bruciata dalle anticipazioni di Ticinonews.

Certo lo scopo primario di un giornalista, che sa coltivare le amicizie ai vertici del DFE (e per scoprirlo basta frequentare qualche Comitato cantonale del PLRT per accorgersi con chi la coppia Sadis-Ducry chiacchiera sovente allegramente) rimangono quelle di informare, magari prima degli altri, su progetti e idee che possano interessare l’opinione pubblica.
Ma a volte queste amicizie possono far letteralmente abortire dei progetti che se analizzati e discussi prima nelle sedi opportune, potrebbero fare l’interesse di tutti i ticinesi.

Forse in questo caso le informazioni sono uscite prematuramente da altre fonti, ciò non toglie che non si é certamente reso un servizio al paese, scatenando immediatamente le populistiche prese di posizione che abbiamo avuto modo di leggere immediatamente dopo, senza nemmeno conoscere a fondo tutti i dettagli della proposta.

Ovviamente concedere, come era intenzione del DFE e della sua Consigliera di Stato, qualche incentivo a coloro che coprono la grande maggioranza del gettito fiscale non rientra certamente nella testa di chi ancora oggi vede nelle persone benestanti un nemico da spremere e combattere, dimenticandosi o facendo finta di dimenticare che senza questi contribuenti facoltosi tutto il castello delle assicurazioni sociali e dei servizi andrebbe drasticamente rivisto verso il basso.

Qualcuno afferma che l’imposizione fiscale non é un parametro decisivo per la scelta di trasferire il domicilio fiscale in questo o in quel cantone svizzero.
Fosse vero quanto vanno asserendo certi luminari, difficilmente si spiegherebbe la corsa degli altri cantoni, sostenuti dai loro cittadini, verso aliquote sempre più interessanti, spingendo il Ticino in fondo alla classifica dei cantoni fiscalmente attraenti.

Ma lo sappiamo, noi siamo i più intelligenti della Svizzera, gli sciocchi sono sempre gli altri, quelli che viaggiano in direzioni opposte alle nostre.

BruMa

6 commenti su “DFE. Quando le amicizie giornalistiche bruciano i progetti.”

  • yago
    22 gennaio, 2010, 12:21

    Caro Bruma, come non darti ragione? Impossibile. Zurigo ha avuto la geniale idea di togliere il forfait fiscale e adesso si vede confrontato con un’emorragia di contribuenti ricchi. Procedere continuando a spremere il ceto benestante e quello ricco che, ricordarlo non fa male, contribuiscono per il 50% all’entrate del cantone per le persone fisiche ma che non sono, i ricchi, nemmeno l’8% mi sembra un controsenso. Da una parte chiedono più socialità dall’altra chi più contribuisce a questa socialità si vede sistematicamente negato ogni “riconoscimento”.

  • bike
    22 gennaio, 2010, 12:53

    >>> BruMa

    Sei un grande. Commento appropriato e centrato, come quello di yago ;-) (quando non si parla di Israele).

  • de la Vega
    22 gennaio, 2010, 13:26

    Concordo e i fatti sono lì a dimostrare la facilità di movimento delle persone abbienti come ben ricordato da yago.

    Laura Sadis meritava ben altro supporto, non uno striminzito “vagito” del neo-Presidente PLRT e un unico sostegno convinto dell’UDC. Anche in questo caso il Bignasca ha dato segnali di opportunità pro-Lega, altro che pro Ticino e ticinesi.

  • bike
    22 gennaio, 2010, 15:06

    Al clan Sadis, mancano oltre che a 1000 qualità, quella indispensabile per un politico e cioè la comunicazione.
    Un importante e delicato progetto come quello fiscale, meritava perlomeno una migliore gestione di questo strumento di lavoro.
    Imputare poi a posteriori di populismo la Lega è come dare dei socialisti ai radicali : ovvio.
    Ricordo comunque che la Lega è favorevole ad un’amnistia fiscale accorta, ad una tassazione forfettaria per i “paperoni”, uno sgravio lineare per il ceto medio (quello che lavora, paga e tace).
    Se si vuol cercare dei populisti, di questi tempi, li si possono trovate in tutti i partiti, PLRT incluso.
    Intanto costato che si ammette finalmente ancora l’esistenza di un tesoretto di altri 40 milioni di cocuzze, creato da una politica di sgravi accorta e promossa ancora da Marina Masoni, per quanto possa essere indigesto ai radicali/socialisti e verdi pisello. Questo dato appariva chiaramente fin dai consuntivi del 2007, per chi li sa leggere. Solo il governicchio di Liala ha inscenato una indecente fanfaronata, negandone l’esistenza per poi scoprire che ci stavano raccontando delle balle sacrosante.
    Questo cantone ha bisogno di un rimpasto politico non da poco.

  • de la Vega
    22 gennaio, 2010, 15:23

    ciao bike, mi riferivo al fatto che la Lega, nel caso specifico, ha dichiarato senza mezzi termini che si sarebbe allineata col PS contro gli sgravi ai “ricchi”. Un minimo di coerenza, secondo me, non avrebbe guastato, proprio per quanto tu hai appena scritto. Lo slogan “sgravio ai ricchi? no!” l’ho trovato da campagna elettorale quando invece il nostro Cantone dovrebbe finalmente darsi una mossa con fatti concreti. Inutile ricordare che noi svizzeri stiamo discutendo di amnistia da 40 anni e mentre l’Italia in 9 anni ne ha fatte 3 e mezzo.

  • Candide
    22 gennaio, 2010, 15:24

    Ottimo commento BruMa!

    >>> bike :)

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