9 mar 2010 - 15:39

Non è il caso di scatenare una caccia alle streghe contro quelle aziende che non hanno pagato il canone radiotelevisivo; è meglio che la Billag si concentri sull’informazione alle stesse aziende e sul censimento di quelle che sono tenute a versare il canone. Lo dicono i servizi di Moritz Leuenberger, nella risposta scritta a una [...]

Non è il caso di scatenare una caccia alle streghe contro quelle aziende che non hanno pagato il canone radiotelevisivo; è meglio che la Billag si concentri sull’informazione alle stesse aziende e sul censimento di quelle che sono tenute a versare il canone. Lo dicono i servizi di Moritz Leuenberger, nella risposta scritta a una domanda del consigliere nazionale Christoph von Rotz (UDC/OW).

La Confederazione potrebbe reclamare la tassa non pagata, ma l’Ufficio federale della comunicazione (UFCOM) invita la Billag, società di riscossione del canone, a non accanirsi sul passato. Il Consiglio federale è intenzionato a far pagare il canone a tutti, indipendentemente dal possesso di una televisione o di una radio. Presentando questo progetto il governo aveva rilevato che attualmente oltre il 90% delle economie domestiche è in regola con il canone, mentre il 20-30% delle aziende è moroso. L’Unione svizzera delle arti e mestieri non è affatto d’accordo che anche le piccole e medie imprese siano obbligate al pagamento della tassa radiotelevisiva.

1 commento su “Canone radio TV: no a caccia alle streghe per le aziende”

  • yago
    9 marzo, 2010, 15:41

    Se non fosse di una tristezza immensa si potrebbe pensare che stanno scherzando.

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