1 apr 2011 - 14:04

Matteo Quadranti, candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio per il PLRT

L’ente pubblico deve continuare a sostenere le federazioni sportive, per favorire lo sviluppo e l’uso delle loro strutture e per valorizzare il rapporto scuola-sport. Come presidente dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica, e ginnasta dall’età di .. fino a …anni, ho la fortuna di constatare i buoni risultati di questo lavoro giornaliero nelle palestre e sui campi sportivi, nello sport di punta come in quello non agonistico.

Lo sport è scuola di vita, incanala positivamente l’aggressività, insegna il valore del sacrificio, della vittoria e, soprattutto, della sconfitta. Inoltre previene rischi di sovrappeso e contribuisce a ridurre i costi della salute (a beneficio di tutti e del sistema sanitario). Un apprezzamento ci viene fatto spesso dai direttori delle scuole dove i nostri ginnasti d’élite sono inseriti perché ginnaste e ginnasti risultano spesso anche tra i migliori allievi. Il fatto di saper gestire scuola, allenamenti, studio e tempo libero nell’arco di ogni giornata consente di costruire non solo il carattere, la responsabilità individuale e di gruppo, ma anche di non perdersi in amicizie effimere, da “muretto”.

Il massimo della materia grigia pare è raggiunto a 12 anni. Poi segue l’adolescenza che, coi suoi mutamenti fisici e mentali, porta all’età adulta. Queste sono le fasce di età con le quali il mondo dello sport ha più a che fare. Il ruolo principale spetta ai genitori e alla scuola, ma le attività extrascolastiche, tra cui quella sportiva, sono importanti, soprattutto oggi che siamo entrati nella generazione del “multitasking”. O perlomeno lo sono già i nostri bambini e giovani che fanno più cose allo stesso tempo. Non possiamo ancora criticare questa nuova tendenza. Ogni rivoluzione tecnologica, semplicemente, ci cambia. Se ci migliora o ci peggiora dipende dai punti di vista e da giudizi di valore. La storia ci insegna che il nuovo è andato ad aggiungersi, non a sostituire l’esistente. Non bisogna quindi avere timori o visioni apocalittiche ma semplicemente essere vigili e attuare i correttivi per tempo, meglio se da subito.

Le nuove tecnologie ridisegnano il mondo delle relazioni umane, della comunicazione tra persone e generazioni. Il rischio può essere, soprattutto per bimbi e giovani, quello di perdere l’empatia, il coinvolgimento dei cinque sensi, il calore e la reattività che implica il rapporto umano. Lo sport è la risposta giusta perché è utile alla salute, all’educazione e all’integrazione sociale. Il ruolo dello Stato nella promozione sportiva è fondamentale, non può e non deve essere abbandonato. Facciamo che tutti i giovani di oggi e i bambini di domani possano continuare a praticare lo sport con pari diritti e opportunità, crescendo, divertendosi e sviluppando i loro talenti.

Matteo Quadranti, candidato al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio per il PLRT