20 giu 2011 - 09:35

Dal 1641 i puritani previdero la pena di morte per l’ateismo.


I puritani vestivano modestamente e portavano i capelli corti, a causa di ciò, nei loro tempi, erano chiamati teste rotonde; rifiutavano il divertimento e cantavano solo i salmi, però non avevano pietà per i ladri e marchiavano sulla fronte gli adulteri. La regina d’Inghilterra Elisabetta I (morta nel 1603) era ostile alla setta che allora si diffondeva tra la borghesia commerciale e artigianale delle città. Elisabetta I ebbe contro i gesuiti, che complottarono contro di lei, e i puritani che erano i fondamentalisti cristiani e moralisti dell’epoca; in generale, contro il papismo e la Spagna, si raccolsero attorno a lei pirati, protestanti e puritani.

I puritani costituivano l’ala estrema dello schieramento protestante, erano seguaci del rigorismo di Calvino, erano contro gerarchia ecclesiastica, sacramenti, culto esteriore e immagini religiose, non accettavano nemmeno la croce e la fede nuziale. Si facevano chiamare puritani perché volevano purificare la chiesa inglese da idolatria e papismo; il governo li guardava come potenziali ribelli e le gerarchie religiose li bollavano come eretici.

Al centro della costituzione di Calvino stava la bibbia, mentre la predica sostituiva la messa, egli era contro il clero della chiesa di Roma, Calvino sostenne il comune magistero sacerdotale di tutti i credenti; da Ginevra fece partire missionari in tutta Europa e il calvinismo si espanse in Ungheria, Scozia, Boemia, Transilvania, Paesi Bassi; fu adottato dagli ugonotti francesi e dai puritani inglesi, arrivò in America del Nord e in Africa del sud. Dalla Francia il calvinismo degli ugonotti approdò in Olanda, dove nel 1566 nacque una chiesa calvinista, poi, a causa delle repressioni spagnole, tanti calvinisti fuggirono dai Paesi Bassi e si rifugiarono in Inghilterra.

In Inghilterra Enrico VIII (morto nel 1547) non aveva ottenne il divorzio da Clemente VII e, per rappresaglia, si fece capo della chiesa d’Inghilterra, nominò vescovi ed espropriò i beni della chiesa; dagli anglicani così nati, della chiesa nazionale d’Inghilterra nacquero, per scissione, i puritani o calvinisti inglesi, da questi i quaccheri americani che, diversamente dai puritani, presero le difese degli schiavi negri.

In Inghilterra Enrico VIII procedette alla confisca delle terre ecclesiastiche e le vendette a cortigiani e borghesi, ne nacque, per conseguenza, una nuova aristocrazia fondiaria e piccoli proprietari indipendenti che, al tempo di Cromwell (morto nel 1658), ingrossarono le fila dei rivoluzionari puritani e divennero la setta protestante più fanatica, separata dagli anglicani e poi, quando furono repressi dagli Stuart scozzesi in Inghilterra, presero a colonizzare l’America.

Nel 1629 re Carlo I sciolse il parlamento, allora il popolo seguiva i predicatori puritani, ma poi nel 1640 fu costretto a riconvocarlo, nel 1642 fu la guerra civile, il puritano Oliviero Cromwell prese il comando delle forze parlamentari e contro il re si unirono puritani inglesi e presbiteriani scozzesi; nel 1644 i realisti furono sconfitti, i puritani erano fanatici inquisitori perciò nel 1649 Carlo I fu decapitato e poi l’esercito puritano, che non si dimostrava pacifista, invase l’Irlanda ribelle.

I puritani avevano giudicato assurda la pretesa di Enrico VIII di rivendicare la sua autorità sulla chiesa nazionale, però erano contro cattedrali, liturgia e abiti sontuosi dei vescovi; definivano questi costumi indici di paganesimo, seguivano molte convinzioni degli ebrei e del Vecchio Testamento. Si definivano santi e popolo eletto e prediligevano il vecchio testamento; il dittatore Oliviero Cromwell proveniva dalle loro fila e li sosteneva, perciò, sotto il governo dei puritani, sparirono teatri, balli pubblici, bische e case di piacere; le guardie controllavano che le taverne fossero chiuse, che i ragazzi non giocassero per strada e non facessero schiamazzi.

Cromwell, a capo delle truppe finanziate dal parlamento, difendeva la pena di morte e si pose a capo dei puritani contro gli anglicani, Carlo I e il cattolicesimo; Cromwell fece mettere a morte tanti sacerdoti, temeva un movimento antiprotestante pilotato dalla curia romana; ci fu una guerra civile tra parlamento e corona e nel 1649 Carlo I fu decapitato. L’Inghilterra fu trasformata in repubblica sotto la dittatura di Cromwell, il nuovo regime espropriò la chiesa e diede la caccia a gesuiti e sacerdoti cattolici.

Contro Carlo I, l’esercito era stato finanziato dal parlamento inglese e sostenuto dai puritani, nella camera alta vi erano lords ecclesiastici e aristocratici dalla parte del re; i presbiteriani, diffusi in Scozia e presenti in parlamento, imposero il loro regime ecclesiastico ad alcune chiese protestanti, erano contrari alla gerarchia episcopale e affidavano il governo della chiesa a un’assemblea di ecclesiastici e laici, seguivano Calvino; volevano il predominio del parlamento su chiesa e stato.

I presbiteriani ottennero la subordinazione di re e vescovi al parlamento, i puritani erano i presbiteriani inglesi, furono combattuti dai Tudor (1485-1603), che fecero entrare il protestantesimo in Inghilterra; poiché i puritani erano contro l’episcopalismo dell’alta chiesa, si posero contro gli Stuart, dal 1603 re di Inghilterra, trionfarono su di loro per merito di Cromwell. Giustiziato Carlo I, la camera dei comuni, a maggioranza puritana, sciolse la camera dei lords e proclamò la repubblica (1649), così nacque la dittatura militare di Cromwell, basata sulla fede calvinista.

Cromwell (1649-1660), preso il potere, si concentrò con le armi contro Scozia e Irlanda, che, assunta la bandiera degli Stuart scozzesi, reclamavano l’autonomia. Parlamento scozzese e Irlanda proclamarono erede Carlo II Stuart (1660-1685), figlio di Carlo I; perciò Cromwell fece una guerra di sterminio contro gli irlandesi e vendette schiavi degli irlandesi. Però il parlamento voleva sottrarsi all’eccessivo controllo dei puritani e perciò Cromwell lo sciolse; nel 1653 l’Inghilterra prevalse in guerra contro l’Olanda, nel 1658 Cromwell morì e gli successe Carlo II. Carlo I, Carlo II, e Giacomo I erano di dinastia Stuart scozzese

Il successore Giacomo II (morto nel 1701), figlio di Carlo I si scontrò con il parlamento, che non voleva il ritorno del cattolicesimo, allora nel 1688 il parlamento chiamò Guglielmo d’Orange (morto nel 1702) dei Paesi Bassi, marito di Maria II Stuart. Allora il parlamento inglese emise una dichiarazione dei diritti che stabiliva che l’arruolamento si poteva fare solo con il consenso del parlamento, che era possibile detenere armi, che le elezioni erano libere, che vigeva la libertà di parola, che le spese erano approvate dal parlamento, che esisteva la tolleranza religiosa, escludendone però i cattolici.

Tra i puritani, come tra gli ebrei, il sabato era dedicato al servizio divino, perciò in quel giorno vietavano lavori e commercio. Con la successiva restaurazione degli Stuart, poiché i puritani non erano più tollerati, preferirono emigrare in America e si stabilirono nel Massachusetts, dove fondarono una teocrazia; quando erano stati in minoranza, avevano reclamavano la tolleranza dal governo inglese; però, quando governavano loro, erano intolleranti verso le altre confessioni religiose, per le quali invocavano correzione, carcere o bando; chiedevano all’autorità civile, che loro controllavano come il braccio secolare della chiesa cattolica, di impedire la diffusione di opinioni perniciose.

In America i puritani fustigavano nelle piazze i servi o schiavi fuggiaschi, che erano bianchi o neri, come il governo inglese, usavano anche la gogna, in compenso, la loro colonia puritana del Massachusetts proibiva la crudeltà verso gli animali. I puritani, come gli ebrei, consideravano il fidanzamento vincolante come il matrimonio, perciò non si scandalizzavano se un bambino nasceva poco dopo il matrimonio.

Erano contro la gerarchia della chiesa cattolica, ma difendevano la gerarchia economica e perciò, dopo i nobili, riservavano l’appellativo di gentiluomo ai borghesi benestanti, mentre chiamavano signori la media borghesia e buoni uomini la piccola borghesia; negavano titoli a proletari e servi, vietavano agli artigiani di vestire come un gentiluomo, festeggiavano il sabato, ma erano indifferenti alle altre feste cristiane, le loro chiese erano spoglie.

I puritani che giunsero in America negli anni 1630-1660 esercitavano il traffico di droga e di schiavi; nel 1661 i puritani o calvinisti inglesi, per sfuggire alle persecuzioni di Carlo II, si diressero in America e si distinsero nel massacro dei pellirosse. Per i puritani inglesi, il lavoro era una virtù cristiana, la loro dottrina del lavoro e dei diritti naturali serviva a riabilitare il commercio disprezzato dall’ordine medioevale che prediligeva il latifondo; al riparo del papa e dei concili, i puritani interpretavano liberamente la Bibbia.

La chiesa inglese si spaccò in due, da una parte i puritani, che rifiutavano liturgie, gerarchie ed erano spietati con i peccatori, dall’altra parte gli anglicani, che erano dalla parte del re e più tolleranti con i peccatori. I puritani sostenevano il sacerdozio universale e condannavano l’idolatria della messa, prevedevano la pena di morte per tanti peccati; la chiesa alta anglicana era alleata con il re, quella bassa puritana con il parlamento.

Col tempo, le sette protestanti prosperano a spese della chiesa ufficiale anglicana voluta da Enrico VIII, tra queste sette vi erano puritani, presbiteriani, anabattisti e quaccheri; prima dell’Inghilterra, il centro dell’anticattolicesimo era stata l’Olanda, dove, con la sua libertà, era nata la fiera delle religioni e la borsa delle nuove idee politiche. Tra i coloni nordamericani c’erano battisti e puritani, cioè calvinisti del genere più rigoroso; i puritani furono perseguitati da Elisabetta I, Giacomo I Stuart e Carlo I Stuart, sicché dal 1620 cercarono scampo in America, dove volevano creare una Nuova Gerusalemme.

I puritani erano bigotti e sessuofobi, condannavano gioco, ballo, alcol e rapporti prematrimoniali, i pellegrini puritani fondarono lo stato del Massachusetts o Nuova Inghilterra, dove diedero vita a una teocrazia, consideravano la terra degli indiani “res nullius”, li depredavano e pagavano una taglia per ogni scalpo d’indiano. I puritani erano fanatici e vendicativi, praticavano la tortura, combattevano eretici, quaccheri, liberali contrari al servizio militare, adoratori del diavolo, papisti ed ebrei.

Dal 1641 i puritani, per l’ateismo, previdero la pena di morte, da loro le streghe erano considerate amanti del diavolo, le prime streghe furono impiccate nel Connecticut. Facevano ubriacare gli indiani e, in cambio di cianfrusaglie, compravano le loro terre; i nuovi coloni puritani concedevano ai borghesi immunità e privilegi, gli stessi dai quali erano fuggiti in Inghilterra. I selvaggi sopravvissuti erano pacificati cristianizzandoli, però i puritani non cessarono di massacrare gli indiani e di cacciare con i cani i negri fuggiti; i loro padri pellegrini predicavano la buona novella e aizzavano i coloni contro gli indiani e una tribù indiana contro l’altra.