27 set 2011 - 05:56

di Raoul Ghisletta, candidato PS al Consiglio nazionale

I ricchi diventano sempre più ricchi nel mondo e in Svizzera. Negli Stati Uniti nel 2007 l’1% della popolazione controllava un quarto del reddito nazionale: nel 1977 invece controllava solo il 9% del reddito nazionale. In Svizzera tra il 1991 e il 2004 i milionari sono passati dal 2% al 4% delle persone fisiche: la parte di ricchezza da loro controllata è passata dal 42% al 54%. Dopo la crisi 2008-2009, malgrado la crisi e la disoccupazione, le grandi imprese americane annunciano utili record. E in Svizzera i ricchi azionisti hanno pure fatto grandi guadagni grazie alla parziale defiscalizzazione dei dividendi distribuiti dalle società, decisa dalla maggioranza di centrodestra nel 2008.

Così facendo il capitalismo finanziario nel mondo sta diventando sempre più problematico, in quanto guarda solamente al guadagno a corto termine e mette in difficoltà sempre più persone. Facendo così produce povertà e disoccupazione, produce distruzione ambientale e produce deficit enormi agli Stati tramite la concorrenza fiscale al ribasso che innesca a livello internazionale. Anche in Svizzera si evidenziano problemi sempre più gravi legati alla concentrazione della ricchezza: nella ricca Zugo i prezzi degli affitti per la gente comune diventano inaccessibili e in certi comuni del Canton Ticino si verificano fenomeni analoghi.

È necessario correggere le diseguaglianze sociali, è necessario mettere un termine al dumping salariale introducendo salari minimi, è necessario ridare mezzi finanziari agli Stati per permettere loro di far funzionare la scuola, la sanità, i servizi pubblici, i trasporti, ecc. Questi sono i veri problemi che attendono la Svizzera e i Paesi occidentali. Per fare questo la sinistra e i socialisti devono favorire una crescita economica basata sulla sostenibilità ambientale e sociale, devono preservare le aziende produttive e il settore turistico dalle conseguenze della speculazione sul franco.

Occorrerà anche riuscire a fare pagare le imposte ai ricchi e alle società che fanno utili stratosferici malgrado la crisi, mettendo un termine ad una concorrenza fiscale al ribasso tanto a livello svizzero, quanto a livello internazionale. I ceti medi e bassi in Svizzera, in Europa e in altri Paesi stanno pagando in termini pesantissimi la crisi causata dalle grandi banche e società capitaliste. È grave che i malati di cancro che in Grecia non possano più essere curati, perché gli ospedali non sono in grado di pagare le medicine. È grave che le casse malati in Svizzera limitino le cure ai pazienti con malattie rare. È grave che si risparmi sulla scuola e su tanti altri servizi pubblici utili alla popolazione. Fino a dove dovremo arrivare perché si capisca che è ora di mutare rotta e rimettere al centro dell’economia il benessere delle persone?

Raoul Ghisletta, candidato PS al Consiglio nazionale