20 nov 2011 - 09:42

Il polsino di Pestoni, l’innocuo Federer, la Svizzera U21 a lezioni di ballo, Chagaev in cerca di alloggio, Hässler che potrebbe sostituire Liverani, Jöel Perrault che risolleva Lombardi: ce n’è sempre una


Domenica, Inti Pestoni (hockey) – Simpson l’ha tenuto in panchina nelle prime due partite della Deutschland Cup, motivandolo così: “Ragazzo, sei l’ultimo arrivato, sei alto un metro e un cacio, giochi nell’Ambrì, sei ticinese, difendi con la sagacia dei francesi con la Maginot, sei pettinato male e sorridi sempre”. Opzioni che Inti, 20 anni, alla prima selezione con la Svizzera, si propone certo di modificare nei prossimi dieci anni, ma che domenica mattina erano tali e quali. L’allenatore, visto che tanto la Coppa era già andata, l’ha buttato nella mischia contro la Slovacchia. Alla prima occasione, Inti ha agguantato il disco e fatto partire un polsino alla Jaks. Gol. Ciapa sü e porta a cà.

Lunedì, Svizzera U21 (calcio) – Nell’arabeggiante Andalusia, la Spagna balla un flamenco vorticoso con tanto di nacchere, chitarre gitane e slanciate scarpe col tacco. La Svizzera oppone una polka appenzellese in zoccoli di legno. La rivincita dell’Europeo è cancellata dai tre gol delle Furie Rosse. Gli spagnoli si sono presentati al completo, i nostri senza Shaqiri, Xhaka, Mehmedi e Rodriguez, impegnati il giorno dopo con la Nazionale di Hitzfeld a seppellire il portentoso Lussemburgo sotto una valanga di gol. Lezioni di ballo.

Martedì, Thomas Hässler (calcio) – Colonia, Juventus, Roma, Karlsruhe, Borussia Dortmund, Monaco 1860, Austria Salisburgo e, quando si dice la carica, 101 presenze in 12 anni con la maglia della Germania. Un grandissimo calciatore, classe 1966, invitato a Bellinzona dal suo amico Martin Andermatt. Thomas non è che si aspettasse un contratto da giocatore, anche perché i granata sono al completo. Ma fiutato l’affare, si è fatto avanti Renzetti che vedrebbe nel trequartista tedesco l’uomo ideale per colmare la grave perdita di Fabio Liverani. È un paese per vecchi.

Mercoledì, Filippo Lombardi (hockey, politica) – Il presidentissimo pubblica una lettera a cuore aperto nella quale spiega quanto è bravo lui e quanto è difficile il mondo. Un nuovo straniero a Ambrì? Vorrebbe ma non può, anzi, potrebbe ma non trova. Non gli piacciono i consigli non richiesti e si dice pronto a non parlare più con media e tifosi ficcanaso. Di più, convince il suo Ticinonews a silenziare i lettori, impedendo di bloggare ogni notizia sull’Ambrì. Veto caduto ad affare concluso: lo straniero è arrivato (vedi alla voce “Venerdì”) e domenica Lombardi tornerà a esprimersi, finalmente liberato dal ballottaggio e dalle insidie del correligionario MontagnaVivaMattei. Reto Ceschi facci sognare.

Giovedì, Bulat Chagaev (calcio) – Il patron ceceno dello Xamax è un sans-papier, e come tale rischia l’espulsione dalla Svizzera in ogni momento. Privo di un permesso di soggiorno e dotato solo di un visto, Chagaev ha due opzioni: tornarsene da dove è venuto oppure accamparsi clandestinamente all’interno di una delle tante e discoste camere d’ispezione dei viadotti autostradali in attesa degli eventi. Underground.

Venerdì, Jöel Perrault (hockey) – Il regalino promesso da Lombardi è arrivato ed è stato subito utile con due gol e un assist che hanno contribuito a portare a casa un punticino da Zugo. Questo venerdì, perché sabato Perrault era già in tribuna. Già rotto? No, obbligato dal contratto lampo. Partito da Langnau venerdì mattina e subito in pista in biancoblù, sabato ha dovuto sottostare all’accordo di non poter giocare contro la squadra con la quale si allenava solo poche ore prima. Il compromesso elvetico. Il franco-canadese può essere decisivo. Prime proiezioni alle 13.00.

Sabato, Roger Federer (Tennis) – Come confermato dai due premi ATP ricevuti a Londra, il basilese è sempre il tennista più amato e corretto. Una bella soddisfazione, anzi due. Ma come diceva Paolo Conte, una birra fa più gola di un mazzo di rose o del rumore che fa il cellophane. Ovvero: non è che il Roger debba mettersi a spaccare racchette in testa ai passanti o trasformarsi in Johnny Rotten, ma qualcuno lo informi che simpatia e correttezza sono le due pacche che si danno agli innocui. L’autunno del patriarca.

di Giorgen