22 nov 2011 - 16:47

di Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS Lugano

Sul Mattino della domenica Giuliano Bignasca afferma che le azioni Alpiq acquistate nel 2006 dalle AIL SA valgono la stessa cifra di questi giorni. Se questo fosse vero vuol dire che il prezzo d’acquisto è stato scontato del 20% rispetto al valore di mercato del 2006, situandosi attorno ai 200 Fr. L’affermazione di Bignasca significherebbe pertanto che le azioni Alpiq in mano alle AIL SA sono triplicate di valore tra il 2006 e il 2008: nel 2008 infatti queste azioni sono state costantemente quotate oltre i 600 FrCH e pertanto vantavano una plusvalenza realizzabile di oltre 200 milioni di franchi! Come mai nel 2008 l’influente Bignasca non ha fatto vendere ad AIL SA, se non tutte, almeno la metà delle azioni Alpiq, in modo da incassare un centinaio di milioni di franchi di plusvalenza? Esistono forse dei vincoli che hanno impedito di vendere queste azioni “ingombranti”, che impegolano le AIL SA in un gruppo come Alpiq invischiato nella produzione di energia nucleare? Dopo la recente decisione del popolo ticinese di abbandonare la produzione di energia dal carbone secondo modalità e tempi ragionevoli, ma chiari, e dopo la decisione del Consiglio federale di abbandonare il nucleare in tempi altrettanto ragionevoli, anche Lugano dovrà seguire un corso più ecologista nel suo approvvigionamento elettrico: l’occasione sarà data da una mozione che presenteremo nella prossima seduta del Consiglio comunale. Ricordo in proposito che Alpiq possiede il 40% della centrale nucleare di Gösgen, il 27% di quella di Leibstadt e che ancora nel 2008 ha inoltrato una domanda per una costruzione di una nuova centrale atomica a Niederamt.

Bignasca calcola poi che ad oggi l’acquisto di 112 milioni di FrCH di azioni Alpiq ha generato utili per quasi 60 milioni FrCH. Lo fa sommando i dividendi ottenuti dal 2006 (22 mio. FrCH), un rimborso di capitale (12 mio FrCH) e un utile netto per acquisto banda elettrica (25 mio. FrCH). Suvvia, non esageriamo! In primo luogo dai dividendi va detratto il costo per il capitale investito, senza parlare del fatto che nel 2011 Alpiq non verserà alcun dividendo. Se è difficile pronunciarsi sui 12 mio CHFr di rimborso di capitale per fusione societaria, lascia molto incuriositi il terzo cespite d’entrata dei fantomatici 60 milioni FrCH di guadagno indicati da Bignasca: i 25 milioni FrCH per utile netto per acquisto banda elettrica. Com’è possibile che questo acquisto sia ricollegabile al fatto che le AIL SA sono azioniste di Alpiq? Siamo di fronte a una distribuzione dissimulata di dividendi? Spero che il Municipio di Lugano potrà fare chiarezza su questi aspetti rispondendo alla nostra interrogazione e forse sarà anche l’occasione per ottenere che le AIL SA presentino bilanci più trasparenti.

Occorre infine rilevare un ulteriore aspetto importante legato al possesso delle azioni Alpiq da parte delle AIL SA: esso pone l’azienda cittadina in una posizione di forte dipendenza da una società di capitali d’oltralpe, che nel 2024 subirà la cantonalizzazione del suo impianto idroelettrico del Lucendro. La procedura per il riscatto del Lucendro inizierà già nel 2014 e quindi occorrerà vigilare sui tentativi di Bignasca di sabotare il recupero delle acque ticinesi da parte dell’Azienda elettrica ticinese (AET), e questo a causa dei legami tra Bignasca, le AIL SA e i “balivi” d’oltralpe.
In proposito va ribadito che le cifre continuamente avanzate da Bignasca per denigrare pesantemente e vergognosamente AET sono ridicole e speriamo che nessuno ci creda ancora. Al 31.12.2010 le AIL SA avevano debiti per ca. 300 mio FrCH, AET per ca. 430 mio FrCH: ma la cifra di bilancio di AET è superiore a quella delle AIL SA e la sua percentuale di capitale proprio pure. AET è quindi tutto fuorché un’azienda in crisi!

Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS Lugano