SANITÀ
Il Ticino e la Cina uniti per studiare i linfomi: sostegno (anche economico) da Berna
Di solito è solo il Fondo Nazionale della Ricerca a occuparsi di questi settori, ma l'importanza delle collaborazioni ha spinto il SEFRI a fare un'eccezione. A Lugano sarà presente una delegazione cinese

BELLINZONA - Lo IOSI (Istituto Oncologico della Svizzera Italiana) è da molti anni il principale centro di competenza in Svizzera per quanto riguarda il trattamento e la ricerca sui linfomi maligni, i tumori del sistema linfatico, che rappresentano la quinta malattia tumorale più frequente, anche perché l’incidenza è raddoppiata negli ultimi 30 anni.

I linfomi maligni rappresentano anche uno dei due temi principali di ricerca nei laboratori dello IOR (Istituto Oncologico di Ricerca), a cui si dedicano quasi metà dei circa 70 ricercatori attualmente attivi in questo istituto del polo di ricerca biomedica di Bellinzona.

Un ruolo speciale in queste ricerche compete allo IELSG (International Extranodal LymphomaStudy Group), il gruppo cooperativo che studia appunto i linfomi extranodali, quelli cioè che hanno il loro inizio non nei linfonodi, ma in uno dei tanti organi del nostro corpo, e che rappresentano quasi la metà di tutti i linfomi maligni.

Questo gruppo creato nell’ambito dello IOSI una ventina di anni fa coordina ora delle ricerche sia sui pazienti che in laboratorio e a cui partecipano direttamente o indirettamente quasi 300 istituzioni sparse in quattro continenti. IELSG ha un ufficio operativo diretto dal Prof. Emanuele Zucca e situato all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona.

Da un po’ di tempo lo IELSG ha intensificato le sue collaborazioni con centri della Repubblica Popolare cinese, tra l’altro per chiarire se tra i linfomi occidentali e quelli dell’Estremo Oriente ci siano delle differenze biologiche importanti. Recentemente IELSG ha firmato un Memorandum di cooperazione con il gruppo che coordina le ricerche a livello nazionale nello sterminato paese asiatico, che tra l’altro sta moltiplicando i suoi investimenti anche nel settore della ricerca. In base a questo Memorandum sono previsti una serie di studi, non da ultimo su alcuni tipi di linfomi molto più frequenti in Estremo Oriente.

Il Segretariato alla Ricerca del Consiglio Federale (SEFRI), diretto sino a poco tempo fa dal ticinese Mauro Dell’Ambrogio, ha deciso di sostenere attivamente questa collaborazione, facendo un’eccezione alla regola che di solito prevede che sia solo il Fondo Nazionale alla Ricerca ad occuparsi di questi settori. La decisione di Berna è dettata dall’evidente importanza di questa collaborazione per tutto il settore della ricerca svizzero. 

Berna ha così liberato una prima tranche di 180'000 franchi che serviranno ad avviare diversi progetti di ricerca. 

Quale conseguenza di questa collaborazione al prossimo congresso internazionale sui linfomi maligni di Lugano, la riunione più importante a livello mondiale su questo tema, che avrà luogo dal18 al 22 giugno di quest’anno, una delle sessioni principali sarà dedicata a questi progetti di ricerca, per cui è già stata annunciata la partecipazione di una delegazione molto importante e numerosa proveniente dalla Cina. 

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