«Alptransit si può vedere come una grande opportunità ma anche come un piccolo rischio. Vedo dei paralleli con la galleria di base del Lötchberg aperta qualche anno fa, che ha cambiato totalmente la abitudini, anche industriali, del Vallese. È ciò che potrebbe succedere in Ticino, l’agglomerazione diventerà svizzera, i tempi di percorrenza si ridurranno drasticamente. Per noi come centro di competenza arriveranno lavoro, materiale, trasporti, logistica; si riduce tutto. Bisognerà vedere che cosa si potrà sviluppare a livello di trasporto. L’incognita che vedo invece arriverà dopo, con l’apertura del Ceneri: ci sarà un corridoio con il rischio che non ci si fermi a Bellinzona. È un pericolo minore, e si dovrà fare in modo, dopo un’attenta valutazione, che esso sia ridotto a zero, anche se dire ora come è prematuro. Positivo sarà che Sopra- e Sottoceneri saranno meglio collegati, verrà però avvicinata notevolmente anche l’industria di oltre confine, sia come trasporto che come velocità di movimento».