CRONACA
«O di nuovo al voto, o sarà ricorso», i cattivi perdenti della Nuova Bellinzona
Lauro Rotanzi chiede una nuova consultazione sul progetto a 13 dell’aggregazione nel Bellinzonese
BELLINZONA – L’assenza di Cadenazzo, Sant’Antonino, Arbedo-Castione e Lumino nella Nuova Bellinzona non è da niente, e quindi bisogna tornare alle urne. È l’opinione di Lauro Rotanzi, uno dei pochi oppositori all’aggregazione nel Bellinzonese uscito allo scoperto durante la campagna che ha preceduto il voto. Con il no di questi Comuni – sottolinea il consigliere comunale di Camorino - «viene a mancare un quinto di popolazione, di superficie territoriale e di gettito fiscale. Cosa non trascurabile se si tiene pure conto che gli aiuti cantonali saranno rivisti al ribasso».«A pagare per queste determinanti assenze – tre sono poli industriali e generatori di grandi commerci – risulterà la nuova Bellinzona, che si vede così sfuggire di mano l’unico, concreto e irrinunciabile valore aggiunto», continua Rotanzi in un articolo su LaRegione. «Che è determinante in termini economico-finanziari poiché peserà sulla nuova Città già a partire dal moltiplicatore d’imposta che si attesterà da subito attorno al 95%, a meno che non si opti per un moltiplicatore politico più basso contribuendo di fatto ad addizionare risultati d’esercizio in netta perdita». Una tesi ancora tutta da dimostrare, considerando che i calcoli senza S.Antonino comportavano un moltiplicatore più elevato di mezzo punto percentuale, un’inezia.Quindi – continua Rotanzi – occorrerebbe chiedere alla popolazione dei 13 Comuni che si sono espressi favorevolmente di tornare al voto. «Una nuova chiamata alle urne appare quindi doverosa e irrinunciabile sulla base di un nuovo scenario e con l’aggiornamento dei dati basato sull’accorpamento a 13», sostiene il consigliere comunale. «Qualora il Consiglio di Stato decidesse per contro di andare avanti presentando un Messaggio sulla nascita della nuova Bellinzona seguendo il responso odierno, è probabile che il dossier su questo disegno aggregativo approdi al Tribunale federale, con la semplice richiesta di annullare il tutto e di richiamare i cittadini alle urne».
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