CRONACA
SSR, è giunta l'ora dei tagli
Le idee presentate dal Sindacato Svizzero dei Mass Media serviranno a salvare pochi dei 250 posti di lavoro che l'azienda taglierà a partire da questo mese. Ne prossimi giorni si saprà in che misura sarà colpita anche la RSI
BERNA - La SSR non torna sui suoi passi: i 250 posti previsti andranno tagliati. Qualche tempo fa era stata annunciata la necessità di risparmiare 40 milioni. Il Sindacato Svizzero dei Mass Media era subito intervenuto, cercando di proporre misure alternative, che, fa sapere oggi il sindacato in una nota, la SSR ha esaminato. Parecchie idee verranno accolte ma «la loro entità permette di salvare solo pochi dei circa 250 posti di lavoro candidati alla soppressione. I collaboratori interessati dalla misura possono tuttavia contare su un equo piano sociale».Alcune misure proposte sarebbero di difficile attuazione, altre addirittura comporterebbero costi maggiori, e altre ancora garantirebbero un margine di risparmio incerto. Dunque, «il Comitato direttivo ha pertanto deciso di porre in essere la soppressione di posti nella misura annunciata»: tagliati 250 posti di lavoro, «di cui circa 190 tramite prepensionamenti, licenziamenti e riduzioni dei gradi d'occupazione e circa 60 tramite la non occupazione di posti vacanti».E non è tutto. Per far sì che i posti di lavoro da tagliare rimangano 250, nel 2016 non vi saranno aumenti salariali. Il piano sociale, ottenuto con la mediazione del SSM, «valido per i collaboratori della SSR e del tpc con un contratto a tempo indeterminato il cui rapporto di lavoro sarà modificato o sciolto per ragioni economiche o organizzative, entra in vigore con effetto immediato e scade il 31 dicembre 2018».Le misure entreranno in vigore praticamente da subito, ovvero da novembre 2015. Non si sa cosa voglia dire tutto ciò per la RSI, ma nei prossimi giorni la situazione sarà più chiara perché «le unità aziendali della SSR informeranno in merito all'attuazione regionale delle misure».
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