CRONACA
"Wake up" Sanremo: la prima serata e i nastri arcobaleno
Elton John non parla di unioni civili, fra i cantanti sorprende Hunt, dominano gli Stadio e Ruggeri e stecca Noemi
SANREMO - 11 milioni di spettatori, il 50% circa di share in Italia, Twitter e Facebook invasi di commenti: giusto per dire che Sanremo non lo guarda nessuno. O lo guarda per criticare chi invece non se ne perde una puntata: il paradosso da sempre del Festival della canzone italiana, iniziato ieri.Il Conti bis è partito con un ritorno indietro nel tempo, una clip con tutte le canzoni vincitrici dagli inizi al Volo dello scorso anno, giusto per ricordare a tutti che parte della storia della musica italiana si è svolta su questo palco. Lo ha ricordato anche Laura Pausini, che impacciata e diciottenne vinse con "La solitudine" e ieri emozionata e commossa è tornata, da grande star mondiale qual è, a rievocare i suoi successi e duettare con sé stessa.Spesso, i temi della società rimangono più o meno sullo sfondo, sempre pronti a emergere, a rammentare che in fondo l'Ariston è lo specchio dell'Italia (raccontata anche attraverso storie semplici ma che vanno al cuore, come quella di Giuseppe Ottaviani, centenario campione di atletica). Quest'anno è toccato alle unione civili, carro trainato dall'attesa esibizione di Elton John. Lui, il Sir, è arrivato verso le 23, seduto al suo pianoforte. Non c'era il marito, non c'è stata traccia di discorso o rivendicazione. Ha suonato, immortalato dagli smartphone di tutti i presenti, e ha parlato poco, rispondendo alle domande di Carlo Conti. Che, fiutando il pericolo, ha portato abilmente la conversazione sulle azioni di volontariato del cantante inglese, il quale si è limitato a dire di essere un padre felice, e che non si aspettava di diventarlo.Del tema hanno comunque parlato i nastri arcobaleno portati in scena da Arisa, Enrico Ruggeri, Bluvertigo e Noemi, la quale qualche ora prima dell'esibizione si era esposta. «La mia borsa della donna (riecheggiando il titolo della sua canzone) contiene diritti uguali per tutti. L'amore è già di tutti, anche se alcuni, politici e pubbliche istituzioni, preferiscono fare finta di niente. Dobbiamo dare la possibilità di esistere a tutti costituzionalmente, a tutti i figli di essere amati, indifferentemente dal sesso dei genitori».Peccato che poi sul palco la sua esibizione non sia stata impeccabile, mettendo a rischio eliminazione la canzone scritta da Masini. Fra le performance dei cantanti, aperte da un emozionato Lorenzo Fragola, colpisce quella degli Stadio. Un grande ritorno con una bella canzone, premiata dai risultati della prima sera. Bene anche Enrico Ruggeri, segno che alcuni veterani non tramontano mai. Tra i giovani, spumeggiante e originale Rocco Hunt, con "Wake up" e il suo rap non troppo duro ma con una protesta sociale e meridionalista abilmente bilanciata dalle note allegre. Poco valorizzato il testo impegnativo di Irene Fornaciari sui migranti. I bookmakers continuano a dare per favoriti Iurato e Caccamo, con una canzone facile all'ascolto e ottima per un duetto, in buon stile Sangiorgi, davanti a Noemi e Arisa, anche se i primi verdetti non sono a loro favore. Ma, appunto, è la prima sera, ed è troppo presto per tracciare giudizi, calcolando che mancano ancora dieci big, i quali canteranno stasera.Fra i conduttori, una nota di merito a Carlo Conti: semplice e senza fronzoli, ha dato alla serata un buon ritmo, fra canzoni e esibizioni, senza quei lunghi tempi morti che avevano caratterizzato troppe edizioni. Gabriel Garko ha mostrato, col suo charme, di saper tenere il palco, mentre difficilmente resterà negli annali Madalina Ghenea. In quanto a Virginia Raffaele, in un'imitazione "burina" di Sabrina Ferilli, la novità sta forse nel non presentarsi come sé stessa ma come qualcun altro ogni sera: in fondo, da un'imitatrice ce lo si poteva aspettare, che piaccia o no.La prima sera è andata, il ghiaccio è rotto. Oggi si continua.
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