CRONACA
Prima l'UE poi il Ticino? Da Widmer-Schlumpf a Maurer è cambiato poco
Nell'incontro con la deputazione ticinese, Maurer ha ribadito di capire i problemi ticinesi ma che l'accordo con l'Italia è fondamentale. L'UDC non aveva promesso più attenzione per il Ticino?
BERNA - L'incontro cadeva casualmente il giorno dopo quello con il Consiglio di Stato. Ueli Maurer ieri si è visto con la deputazione ticinese a Berna, e i temi discussi ricalcano di fatto quelli affrontati con i ministri: su tutti, l'accordo con l'Italia.Il Consigliere Federale ha ribadito di comprendere le esigenze ticinesi, per cui si impegna a tentare di fare qualcosa in merito finanziaria elvetica sul calcolo del reddito dei frontalieri. Ma, ha detto Maurer, vi è un problema di priorità. L'accordo con l'Italia, rallentato da alcune misure ticinesi come la richiesta del casellario giudiziario e l'albo dei padroncini, è indispensabile, perché rientra in un interesse più ampio.I rapporti con l'Italia, infatti, non vanno compromessi perché si inseriscono nel quadro più grande di quelli con l'UE, con cui il tema cardine è l'applicazione del 9 febbraio.Insomma, il Ticino è importante, ma bisogna tenere gli occhi aperti su realtà più ampie. La politica di Ueli Maurer di fatto non ha portato per il nostro cantone grandi novità rispetto a quella, tanto criticata dai vertici UDC, di Evelyne Widmer-Schlumpf. L'UDC, con anche la candidatura di Gobbi per il Consiglio Federale, aveva parlato di maggior interesse per il Ticino, cantone in cui peraltro è in crescita. E, seppur Gobbi non ce l'aveva fatta, un democristiano al posto di Widmer-Schlumpf aveva fatto in un certo senso ben sperare.A tre mesi di distanza dal rinnovo del Consiglio Federale, cosa rimane? La tanto auspicata attenzione al Ticino non pare concretizzarsi, basti pensare anche al fatto che si è chiesto invano che Marco Chiesa fosse scelto fra i vicepresidenti (ora in una lettera inviata al partito nazionale quello cantonale insiste su questo punto, proponendo una modifica degli statuti, vista anche l'importante rappresentanza ticinese nel PS, nel PPD e nel PLR). C'è da dire che Ueli Maurer ha preso in mano dossier, come quello riguardante l'accordo fiscale con l'Italia, di fatto già definiti e con poco margine di manovra, però il vento decisamente non pare cambiato.
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