CRONACA
«Guardie di confine a Milano? Idea che ha senso ma deve essere d'accordo l'Italia»
Norman Gobbi apre all'idea del presidente dell'UDC nazionale. Le guardie, sostiene Rösti, potrebbero far scendere i clandestini dal treno prima che arrivino in Svizzera
BELLINZONA - Guardie svizzere alla stazione di Milano, col compito di far scendere dal treno i clandestini che arrivino in Svizzera, nel rispetto degli accordi di Schengen-Dublino secondo cui le domande d'asilo vanno trattate nel primo Stato dove i migranti arrivano. Il presidente dell'UDC Albert Rösti non dispiace a Norman Gobbi.In un'intervista al domenicale Le Matin Dimanche, il presidente dei democentristi nazionali partiva dal presupposto che l'85% dei richiedenti l'asilo in Ticino giungono in treno da Milano. A suo avviso, una soluzione del genere andrebbe comunque condivisa con l'Italia, perché la Svizzera non può costruire muri. L'iniziativa lancerebbe, a suo avviso, un messaggio forte sia ai passatori come ai rifugiati economici.In ogni caso, non si può prescindere da controlli sistematici alle frontiere, per Rösti. «È una misura urgente e il Consiglio federale dispone già del quadro legislativo necessario per adottarla». Non ha nascosto comunque che la prossima battaglia dell'UDC in tema di asilo sarà la chiusura delle frontiere.Il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, sollecitato dal Corriere del Ticino, ha aperto all'idea di inviare le guardie di confine a Milano, con una premessa però fondamentale: «l’idea di anticipare i controlli a Milano ha senso se è discussa con i partner italiani», in modo da non incrinare i rapporti coi vicini. i fronti più caldi da controllare in merito all'arrivo in Ticino di migranti sono la Stazione Centrale di Milano e quella di Monza.
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