CRONACA
Rifiuti: il Cantone cestina il regolamento di Lugano
Tutto da rifare a Lugano, il Consiglio di Stato dà ragione al ricorso di Rossi e Schoenenberger
LUGANO - Dopo oltre un anno di attesa, il Consiglio di Stato ticinese si è finalmente pronunciato sul ricorso contro il nuovo regolamento sulla raccolta dei rifiuti adottato dal Consiglio comunale di Lugano, dando sostanzialmente ragione ai ricorrenti, il socialista Martino Rossi e il verde Nicola Schoenenberger.«Il Consiglio comunale di Lugano ha di fatto rinunciato ad una tassa sul sacco vera e propria», si legge nella decisione dell'esecutivo cantonale. «Emerge invero in tutta evidenza che gli importi relativi alla tassa proporzionale alla quantità sono alquanto irrisori e non rispettano le esigenze di causalità poste dal diritto federale», scrive il governo. E ancora, «risulta evidente che delle tasse proporzionali così basse non presentano alcun effetto incitativo a separare i rifiuti e in generale a produrre meno rifiuti riciclabili».Il Consiglio di Stato ammette invece che il 30% al massimo dei costi complessivi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti possa essere finanziato «almeno a titolo transitorio», con la fiscalità ordinaria.Con la sua decisione il governo cantonale ha quindi annullato il nuovo regolamento, mettendo la politica luganese di nuovo di fronte al compito di trovare una soluzione al tema rifiuti.«È dal 2005 che, con interrogazioni e mozioni, PS e Verdi insistono affinché anche Lugano adotti un Regolamento sui rifiuti conforme agli obiettivi ambientali, equo e allineato alle norme della legge federale e cantonale sull’ambiente», commentano soddisfatti Rossi e Schoenenberger. «Il Municipio aveva finalmente proposto un regolamento conforme, che tutto il Consiglio comunale avrebbe accolto, salvo la Lega dei Ticinesi. Purtroppo, PLR e PPD, e anche il Municipio, hanno ceduto alla minaccia (legittima!) della Lega di indire un referendum abrogativo, anziché affrontare la sfida. E hanno snaturato il regolamento proposto. Il ricorso era l’ultima arma disponibile: l’abbiamo impugnata con successo, e ora si torna alla casella di partenza, avendo perso un anno». E concludono, «auspichiamo quindi che Municipio e Consiglio comunale decidano rapidamente un nuovo Regolamento conforme agli indirizzi difesi dai ricorrenti e confermati come pertinenti dal Consiglio di Stato».
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