CRONACA
Lo sapevi che... l'estate torrida alza la qualità dell'uva ma ne diminuisce la quantità? Consumatori di vino, attenzione!
La resa della vendemmia del 2017 è di 79 milioni di litri, meno del consumo medio svizzero che è di 100 milioni di litri (ed era già successo nel 2013, 2014 e 2015). Il caldo ha fatto anticipare la vendemmia, creando acini più piccoli e meno succosi ma con un elevato tenore di zucchero. Poca ma buona...
BERNA – Appassionati di vino, preoccupatevi! Se le credenze popolari e le voci erano ottimiste in merito alla vendemmia dello scorso anno, date le temperature più che calde, i dati sono impietosi: in Svizzera,  si è registrata una resa pari a 79 milioni di litri, toccando un livello mai così basso dal 1978 (il 27% rispetto all'anno precedente).

Addirittura, in Ticino si registra il 77% in meno, altro che vendemmia felice! Va detto che le cifre per la Svizzera tedesca sono peggiori, si parla di un meno 81%, per la Svizzera francese meno 72%.

Come mai? La vendemmia 2017 è stata influenzata dalle eccezionali gelate notturne di aprile, che hanno causato danni ingenti ai vigneti e da un’estate che si affianca a quelle del 2003 e del 2015 nella classifica delle estati più calde mai registrate dall'inizio delle misurazioni. Le condizioni climatiche estreme hanno avuto un impatto considerevole sulla vendemmia, spiega l’Ufficio Federale dell’Agricoltura.

Non è vero, dunque, che il caldo eccezionale ha aiutato, anzi: o meglio, ha dato una mano alla qualità e non alla quantità L'estate torrida e secca, la terza più calda dall’inizio delle misurazioni, da un lato ha ulteriormente ridotto la produzione, dall'altro ha consentito di anticipare la vendemmia e ha favorito la buona qualità delle uve. Ha causato un massiccio stress idrico tradottosi in acini più piccoli e meno succosi, ma con un elevato tenore naturale in zucchero. La qualità delle uve è pertanto risultata molto soddisfacente.

Quindi, uva buona ma in piccole quantità. Il consumo medio di vino in Svizzera è di 100 milioni di litri, e dunque la produzione non copre questo dato (nonostante la superficie viticola sia rimasta pressoché invariata), come già accaduto nel 2013, nel 2014, e nel 2015. Che fare, dunque? Se il clima non si può influenzare, gli amanti del vino devono preoccuparsi: il rischio è di dover diminuire il consumo pro-capite!

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