CRONACA
"Noi disoccupati, precari e persone con problemi di stipendio esistiamo, politici ascoltateci!". Pronta una manifestazione a Bellinzona, "per far giungere la nostra voce"
Ticino&Lavoro, assieme ai rappresentanti del gruppo Facebook "Insieme si può", sta organizzando una manifestazione per metà ottobre. "Vogliamo farci ricevere nella tribuna dei politici, come fatto con Argo. I nostri messaggi devono essere ascoltati, sono stati eletti per lavorare per noi"
BELLINZONA – Ogni tanto la gente, esasperata da situazioni diverse, per farsi ascoltare dal mondo della politica parla di scendere in piazza. Poche volte è stato fatto, adesso sono intenzionati a provarci un gruppo di cittadini, capitanati dai rappresentanti di Ticino&Lavoro e da quelli del gruppo Facebook Insieme si può, una marcia apolitica. Lo scopo? Dar voce a disoccupati, sottoccupati, persone in assistenza, gente che subisce dumping salariale. A chi è pronto a farsi sentire, come la politica tratta questi temi non va bene.

La data è ancora lontana, si parla del 15 ottobre a partire dalle ore 14.00, da Piazza del Sole a Bellinzona. È appena partita la richiesta dei permessi.

Per saperne di più, abbiamo contattato una delle organizzatrici, Mirella Martinelli.

Chi organizza questa manifestazione?

“Il gruppo Insieme si Può con Daniel Onderkas e la sottoscritta insieme a Ticino&Lavoro con Giovanni Albertini”.

In che cosa consiste, qual è lo scopo?

“Portare dei messaggi alla politica ticinese, perché disoccupati, precari e problemi di stipendio esistono, noi esistiamo e vogliamo essere presi in considerazione. Se la nostra voce non arriva a Bellinzona come possiamo pretendere che giunga a Berna? Dobbiamo farci sentire in piazza!”

Credete che scendere in piazza sia l'unico modo per farvi ascoltare?

“No, non è l'unico modo, ma può essere un inizio, si può anche continuare scrivendo lettere aperte”

Cosa vi aspettate dalla politica?

“Che ci ascoltino e ci ricevano nella loro tribuna, come hanno fatto con la manifestazione per il caso Argo, in modo tale da recapitare i nostri messaggi, che devono essere ascoltati. Loro sono stati votati dal popolo e sono li per lavorare per noi”.

Se ci fosse poca gente, vorrebbe dire che ai ticinesi va bene così e dunque non c'è diritto di lamentarsi?

“Il diritto a lamentarsi deve esserci, tramite social e/o altri mezzi, ma scenndo in piazza e poter dire la nostra, magari riuscendo a parlare con qualche politico è diverso, può portare a avere un incontro diretto”.

Se invece ci fosse una massiccia partecipazione ma non cambierebbe nulla, cosa ne dedurreste e quali sarebbero le prossime mosse?

“Se c'è una massiccia partecipazione ben venga, è ciò che ci aspettiamo, come anche una bella reciprocità di tutti i componenti coinvolti. Se non cambia nulla, andremo avanti con lettere aperte e con altre manifestazioni!”.

Paola Bernasconi

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