POLITICA
«Non firmate quel referendum»
I Verdi invitano a non firmare il referendum contro la tassa di collegamento, «troppo facile privatizzare i profitti e scaricare i costi, anche della salute, su tutta la collettività»
BELLINZONA – Non firmate il referendum contro la tassa di collegamento: è questo l’invito rivolto dai Verdi, dopo la decisione delle associazioni economiche e della grande distribuzione di lanciare la raccolta firme contro il provvedimento accolto durante l’ultima seduta di Gran Consiglio.«Le nostre strade sono ormai al collasso. Il tasso di inquinamento, soprattutto nella regione del Mendrisiotto, è costantemente al di sopra dei limiti consentiti dall’ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico», si legge nel comunicato. «La salute della popolazione è seriamente a rischio».«La tassa di collegamento non è la soluzione a tutti i mali ma è comunque un piccolo passo nella giusta direzione», spiega la verde Jessica Bottinelli. «La stessa colpisce, non i dipendenti o i clienti, ma i proprietari dei fondi su cui esistono più di 50 posteggi. La legge non impone di scaricare la tassa sui dipendenti o sui clienti. Questa decisione è una libera scelta delle aziende e dei centri commerciali».«Fino ad oggi i cittadini ticinesi hanno pagato le spese di urbanizzazione di tutti i fondi toccati dalla tassa di collegamento cosi come hanno pagato le strade di collegamento e anche i servizi pubblici di trasporto collettivo (bus e treni). È ora e tempo che anche le aziende e i centri commerciali, principali fruitori delle infrastrutture pagate dai cittadini, contribuiscano maggiormente e concretamente alla spesa pubblica», si legge ancora nella nota. «La soluzione alternativa è diminuire il numero di parcheggi implementando soluzioni alternative: bus navetta e bus aziendali, condivisione dell’automobile da parte dei dipendenti, bonus aziendali per i dipendenti che utilizzano i trasporti pubblici e per finire potrebbero impiegare più residenti invece di far capo alla mano d’opera d’oltre frontiera».«Troppo facile privatizzare i profitti e scaricare i costi, anche della salute, su tutta la collettività», conclude Bottinelli. «Il Ticino ha bisogno di diminuire il traffico e soprattutto ha bisogno di aria pulita».
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