POLITICA
«Sanzioni illegali e sproporzionate», BSI fa ricorso al Tribunale Amministrativo Federale
Secondo la banca, le misure decise dalla FINMA in relazione allo scandalo del fondo malese, e il modo in cui sono state comunicate, ha danneggiato la reputazione
BELLINZONA - La BSI non ci sta. La banca, colpita dalle pesantissime sanzioni della FINMA per il caso legato al fondo malese, fa ricorso al Tribunale Amministrativo Federale. «Dal 2013 la BSI è stata in continuo a trasparente contatto con l'Autorità federale di vigilanza (FINMA) sui mercati finanziari FINMA, sia per quanto riguarda il fondo malese 1MDB, sia per altre questioni. Dove sono state trovate delle mancanze, la BSI ha intrapreso - e continua a intraprendere - misure correttive. Tutte le relazioni con clienti legate al fondo 1MDB sono state chiuse a inizio 2015», si legge in una nota. BSI non nega che vi siano state lacune in passato, ma la decisione, e il modo in cui è stata comunicata, sono ritenuti inappropriati, tali da danneggiare l'immagine della banca e dei suoi impiegati. In particolare, le misure sono secondo la banca ticinese «illegali e sproporzionate ai sensi delle norme amministrative vigenti».
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