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13.03.2017 - 17:180
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:43

Beltraminelli, "il mandato l'abbiamo firmato io e il Capo divisione. Poi i rinnovi sono stati taciti"

Il Ministro ha spiegato che la Argo 1 fatturava 35 franchi all'ora, e ha incassato in totale 3'391'663 franchi. I mandati non fanno parte degli elenchi poichè rinnovati tacitamente

BELLINZONA - Era attesissimo l'intervento di Paolo Beltraminelli sulla questione Argo 1. Il Consigliere di Stato ha parlato, lo ha fatto a lungo, per poco meno di un'ora, contestualizzando il caso, insistendo sulla situazione drammatica. "Il compito di gestire i richiedenti l'asilo per il Cantone viene assunto in modo straordinario, inusuale e urgente, con resistenze varie, da parte anche dei Comuni e politica per mantenere i prezzi bassi. Dal 2012 siamo in una situazione di emergenza, per cui sono stati attribuiti dei mandati diretti, non solo per la sicurezza ma anche per pasti, pulizia, lavanderia, con partner sempre diversi", ha spiegato. La questione della Argo va divisa, precisa, in tre parti. "Vi è l'inchiesta penale che coinvolge il presunto reclutatore ISIS, di competenza della Procura Federale, poi c'è quella relativa al responsabile della gestione operativa, di competenza della Procura cantonale, e infine una verifica amministrativa, che in questo momento è di competenza del Controllo Cantonale delle Finanze. Questo ultimo punto riguarda il mio Dipartimento, ma non esistono procedure penali a carico dell'Amministrazione Cantonale. Che vi siano state delle anomalie è sicuro". Beltraminelli si è dilungato sulle difficoltà di trovare alloggio a sempre più richiedenti l'asilo, con i comuni che spesso si opponevano, sino alla boccata di ossigeno del centro di Camorino, divenuto stabile. "E qui la sicurezza è stata affidata a un'altra società, con cui la collaborazione è durata due anni. Poi in diverse agenzie si sono proposte, fra cui la Argo 1. Il suo responsabile era stato collaboratore della precedente agenzia, per cui aveva esperienza nel campo. La Argo ci ha presentato un progetto innovativo, basato anche sull'accompagnamento dei migranti e non solo sulla sicurezza, a prezzi economici. Così è stato dato un mandato di prova dal 27 luglio 2014 al 31 dicembre 2014, firmato da me e dal Capo Divisione". Ecco il primo punto importante: chi ha firmato. Il mandato, data la soddisfazione, è poi stato tacitamente rinnovato. Beltraminelli spiega di aver sbagliato a non redarre una risoluzione governativa per la condivisione della modalità della gestione complessiva. "Il mandato non è stato registrato come conseguenza automatica della mancanza di questa risoluzione. Serviva una ratifica formale, cosa che, come detto, non è stato fatto essendo i rinnovi taciti. Non si può parlare di cattiva volontà, di mancanza di trasparenza o di dimenticanza. Inoltre, il Controllo delle Finanze effettuava controlli sistematici, e aveva già riscontrato questa lacuna". Poi si è discusso di tariffe. La Argo 1 fatturava 35 franchi all'ora, con una maggiorazione del 10% per i festivi e le ore notturne. Ora la ditta che ha sostituito la Argo, quella che si occupa del centro di Rancate, fattura 52,80 franchi all'ora, la ditta che ha preceduto quella nell'occhio del ciclone costava 48 franchi all'ora. "Erano presenti due agenti, poi tre a Camorino con la chiusura di Peccia, per 24 ore su 24, sette giorni su sette. Il costo complessivo è stato di 3'391'663 franchi". Rispondendo alle domande dell'interpellanza di Galusero, Paolo Beltraminelli ha ribadito che a far propendere per la Argo 1 sono state l'esperienza del responsabile, dei collaboratori, l'innovazione della proposta e i costi, oltre alla soddisfazione dei comuni che avevano già collaborato. Sia il responsabile sia gli agenti erano in possesso dei certificati necessari. Il Ministro ha poi spiegato i vari passaggi di ragione sociale e di norme della Argo 1. Da una ditta di costruzioni si è passati a una informatica e di sicurezza, settore sviluppato poi con la creazione del reparto attivo in merito chiamato Argo 1, che poi è diventato il nome dell'agenzia. Beltraminelli ha poi aggiunto, guardando avanti, che si potrebbe arrivare a un sistema più coercitivo, ossia obbligare i comuni a accogliere i migranti, cosa che per ora non è mai stata fatta.
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