Omar Balli sul ritorno degli asilanti a Losone: "Municipio, solidarietà o opportunismo?"
Il deputato: "La questione sulla quale si dovrà chinare la popolazione di Losone è molto semplice. Volete accettare la riapertura del Centro per richiedenti d’asilo in cambio di CHF 600'000.00 annui di affitto?"
A mio avviso, la questione sulla quale si dovrà chinare la popolazione di Losone è molto semplice. Volete accettare la riapertura del Centro per richiedenti d’asilo in cambio di CHF 600'000.00 annui di affitto? O, se preferite, siete disposti a sopportare disagi legati alla presenza dei richiedenti d’asilo (presenza giornaliera fino a 220 persone per un periodo massimo di 4 anni) in cambio di CHF 600'000 annui? Questo è il quesito, né più né meno. Se il Municipio avesse voluto mostrare solidarietà doveva andare fino in fondo e concedere ospitalità gratuita.
A livello generale, rilevo come molte persone amino farsi paladine e sostenitrici della solidarietà. Gli appelli si moltiplicano e le rivendicazioni pure. Tanto fervore, ma quando si tratta di trovare i finanziamenti o fare fronte ai relativi costi, il loro apporto diminuisce in maniera esponenziale e il tutto viene demandato allo Stato.
Un po’ facile, non trovate? Alle parole non dovrebbero seguire anche i fatti?
A onore del vero, vanno ricordati anche coloro che si mettono a disposizione gratuitamente a favore dei più deboli, a titolo di volontariato. A loro va il mio più profondo rispetto. Va anche detto che queste persone normalmente agiscono in maniera discreta e non cercano le luci della ribalta. Per quel che riguarda i richiedenti d’asilo va ricordato che esiste la possibilità di ospitarli in casa propria.
Qualche anno fa, era stato domandato al Consiglio di Stato quante persone l’avevano effettivamente fatto. Ebbene in 5 anni, c’erano state unicamente due Famiglie siriane che erano state accolte per un breve periodo da loro parenti. Quindi … come volevasi dimostrare! Parole, parole, … cantava Mina. Tornando a Losone, un’ulteriore considerazione: si è ripetuto ad oltranza che in questi 3 anni i richiedenti d’asilo non hanno creato particolari problemi.
Ebbene, anche se così fosse, chi può garantire che sarà così anche in futuro? E soprattutto, è sempre stato così? Abbiamo dimenticato quanto succedeva nel periodo che seguì la Primavera araba? In conclusione, la questione della solidarietà è unicamente cosmesi e, per quel che concerne i potenziali rischi, non è corretto basarsi unicamente su quanto successo negli ultimi 3 anni.
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