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15.12.2022 - 12:390

Carobbio e oltre: l'UDC lancia una proposta per rendere incompatibili le cariche a Berna e Bellinzona

La mozione urgente, che con l'accordo dei due terzi del Gran Consiglio potrebbe già essere votata oggi, chiede che per potersi candidare al Governo ci si debba prima dimettere da "senatori". Depositato anche un altro atto

BELLINZONA - Il caso della (eventuale) successione di Marina Carobbio al Consiglio degli Stati sta animando la politica ticinese nelle ultime settimane. La socialista come noto è candidata al Consiglio di Stato per il PS, e viene considerata come la maggior papabile per il seggio al momento occupato da Manuele Bertoli. A quel punto, il suo seggio a Berna resterebbe vacante per un paio di sessioni. 

Si sta cercando una soluzione, con il PS che vorrebbe un accordo tra partiti su un nome che potrebbe occupare il posto di Carobbio sino alle elezioni di ottobre (leggi qui). Si parlerebbe di Manuele Bertoli, che in pratica per qualche mese "invertirebbe" il seggio con la collega. Una idea che però non piace a parte dello scacchiere politico (leggi qui), a partire dell'UDC sino al neo costituito movimento Avanti (leggi qui), mentre per qualcuno l'appoggio del PLR avrebbe una funziona tattica.

Non è ancora noto, ovviamente, cosa accadrà, ma l'UDC sta già guardando oltre e oggi porta il tema in Gran Consiglio. Paolo Pamini ha infatti depositato due atti parlamentari, di cui uno urgente, sull'argomento. In primis, chiederà di rendere incompatibili le cariche di senatore e di Consigliere di Stato: per potersi candidare per il Governo cantonale, sarà necessario aver presentato le proprie dimissioni dall'altro ruolo con effetto al più tardi entro la data della dichiarazione di fedeltà.

Per poter discutere già oggi la mozione, con carattere di urgenza, devono essere d'accordo i due terzi dei granconsiglieri. Se passasse poi questa modifica proposta dai democentristi, Carobbio potrebbe per esempio dimettersi in settimana e restare in carica sino ad aprile. 

Se non ci fosse il quorum necessario per votare già oggi, la mozione resterebbe sui banchi dell'Esecutivo. Pamini ha depositato anche un altro atto sul tema, senza carattere di urgenza: la richiesta in questo caso è di eliminare il divieto di convocare elezioni e votazioni durante i mesi di luglio e agosto.

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