POLITICA
Nomine alla SIMS bocciate per la seconda volta dal TRAM
Il Tribunale amministrativo dichiara di nuovo illegittima la scelta del Consiglio di Stato. L’MPS attacca una gestione “fallimentare” e chiede un nuovo concorso e un cambio di rotta
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LUGANO - Le nomine alla direzione della Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS) vengono azzerate per la seconda volta: con una decisione del 3 febbraio, il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) ha di nuovo dichiarato illegittima la scelta dei due direttori in job sharing, decisa dal Consiglio di Stato dopo il concorso che nel luglio 2024 aveva selezionato due candidati su una rosa iniziale di 54 persone. Il ricorso, presentato dall’avvocato Gianluca Padlina per conto di un candidato escluso, è stato accolto come già era avvenuto un anno fa, quando il TRAM aveva già bocciato le stesse nomine successivamente confermate dal Governo: ora gli atti tornano ancora una volta a Palazzo delle Orsoline per una nuova decisione, mentre la SIMS resta di fatto senza una direzione pienamente legittimata a quasi due anni dal pensionamento del precedente responsabile Daniele Sartori. Su questa nuova bocciatura interviene il Movimento per il socialismo (MPS), che parla di conferma “senza più ambiguità” della grave leggerezza con cui il dossier è stato gestito. Il movimento ricorda di essere stato il primo, già nei giorni immediatamente successivi alle nomine del giugno 2024, a sollevare in Parlamento forti perplessità su qualifiche, criteri di selezione e modalità decisionali, attraverso l’atto parlamentare 80.24, e sostiene che quelle critiche trovano oggi una seconda conferma giudiziaria. Secondo l’MPS le nomine erano state “cucinate” in una ristretta cerchia attorno al capo della Divisione della scuola, con il sostegno della direttrice del dipartimento, senza un reale confronto con il mondo scolastico e con esiti prevedibilmente contestati da docenti e candidati esclusi; ancora più grave, a loro avviso, sarebbe stato il fatto di avere riproposto le medesime persone dopo il primo ricorso accolto, in quello che il movimento definisce un atto di “aperta sfida istituzionale” verso il tribunale. Per l’MPS, dopo una seconda bocciatura, “le due persone nominate non possono più continuare a dirigere la SIMS”: occorre tornare alla casella di partenza, riaprire il concorso e porre fine a una gestione che avrebbe fatto perdere quasi due anni a un settore chiave della scuola ticinese, proprio mentre le scuole medie superiori affrontano nuovi piani di studio e le tensioni legate alla crisi sociale. Il movimento parla di responsabilità politica grave per l’incapacità di garantire una direzione solida, autorevole e legittimata e invita il dipartimento e il Consiglio di Stato a voltare pagina, abbandonando logiche autoreferenziali e percorsi opachi, per avviare un nuovo processo fondato su una vera consultazione di docenti, direzioni ed esperti, unica via – sottolinea – per prendere decisioni credibili e realmente orientate all’interesse della scuola ticinese.

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