I deputati dell'MPS scrivono a Fabio Schnellmann: "Se le qualità del professor Biaggini non sono in discussione, la scelta degli altri due nominativi suscita invece serie perplessità". Ecco perché

di Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi (lettera a Fabio Schnellmann Presidente del Gran Consiglio) *
Egregio Presidente, lo scorso 3 ottobre, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta (CPI) sulla vicenda Hospita ha comunicato di aver nominato quali periti la signora Piffaretti Lanz, già procuratrice pubblica, il Prof. em. Dr. iur. Giovanni Biaggini, professore emerito all’Università di Zurigo, e l’avv. Daniel Ponti.
Se le qualità del professor Biaggini non sono in discussione, la scelta degli altri due nominativi suscita invece serie perplessità.
Per quanto riguarda la signora Piffaretti Lanz, abbiamo già avuto modo di esprimere – nell’interpellanza inoltrata il 4 marzo 2026 al Consiglio di Stato – la nostra contrarietà, in considerazione della sua vicinanza alla Lega (gruppo politico che ha rifiutato di far parte della CPI), circostanza che solleva interrogativi sul piano dell’opportunità politica e dell’indipendenza percepita.
Con la presente desideriamo tuttavia richiamare la Sua attenzione su un’ulteriore questione, a nostro avviso ancor più delicata, concernente l’avv. Daniel Ponti.
Come risulta da un articolo apparso su Giornale del Popolo il 24 gennaio 2004, l’avv. Ponti ebbe in passato contatti diretti con il principale protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda Hospita, Eolo Alberti. In particolare, egli partecipò nel 2004, in qualità di rappresentante della parte civile, al procedimento penale che coinvolse Alberti nel caso dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo, comune di cui Alberti era sindaco. Come noto, tale vicenda si concluse con la condanna di Alberti a 12 mesi di detenzione sospesi con la condizionale.
A nostro avviso, questa pregressa partecipazione processuale non costituisce un elemento marginale, bensì un fatto oggettivo che mette seriamente in discussione la compatibilità del ruolo di perito affidato all’avv. Ponti nell’ambito della CPI. Un perito chiamato a fornire valutazioni tecniche deve poter garantire non solo indipendenza sostanziale, ma anche apparenza di totale imparzialità. Il precedente coinvolgimento diretto in un procedimento penale riguardante la figura centrale dell’inchiesta parlamentare rischia di compromettere entrambe.
In un contesto così sensibile, in cui la credibilità dei lavori della CPI è essenziale per la fiducia delle istituzioni e dei cittadini, anche il solo dubbio di un possibile conflitto di ruoli o di un pregiudizio pregresso dovrebbe indurre alla massima prudenza.
Per questi motivi Le chiediamo di attivarsi affinché questa fattispecie venga formalmente segnalata alla CPI e di sollecitare una rivalutazione della nomina dei periti, con particolare riferimento alla posizione dell’avv. Ponti e dell‘avv. Lanz , al fine di garantire piena indipendenza, imparzialità e autorevolezza ai lavori della Commissione.
* deputati MPS