POLITICA
L'UDC: "Un'altra moschea a Lugano? Ma anche no"
Interrogazione al Municipio sul progetto previsto in via Ceresio 53B a Pregassona: nel mirino dei democentristi finanziamenti, sicurezza, governance e impatto sul quartiere
Archivio TiPress / Gabriele Putzu

LUGANO - L’UDC porta il caso della nuova moschea di Pregassona direttamente sul tavolo del Municipio di Lugano e lo fa con un’interrogazione destinata a far discutere. Al centro dell’atto parlamentare, firmato da Alain Bühler e dagli altri esponenti democentristi in Consiglio comunale, c’è il progetto pubblicato il 20 aprile 2026 per la demolizione dello stabile di via Ceresio 53B e la costruzione di una nuova palazzina di cinque piani con centro culturale, moschea e sei appartamenti.

Formalmente il tema della libertà religiosa non viene messo in discussione. Ma politicamente il messaggio dell’UDC è chiarissimo: il progetto, a loro giudizio, non può essere trattato come una semplice pratica edilizia. Troppi, secondo i firmatari, gli elementi che impongono verifiche molto più severe del normale.

Il primo fronte è quello finanziario. I democentristi richiamano il precedente del caso Adria, divenuto nel quartiere simbolo di degrado e incompiutezza, e avvertono il Municipio: prima di autorizzare demolizione e ricostruzione bisogna pretendere garanzie concrete, per evitare che Pregassona si ritrovi con un altro cantiere problematico nel cuore del quartiere.

Poi c’è il nodo della natura stessa del progetto. L’UDC mette in dubbio che la componente residenziale sia davvero autonoma e si chiede se non serva invece a sostenere economicamente l’intera operazione. Per questo chiede al Municipio di chiarire fin d’ora chi gestirà le varie componenti dell’edificio e con quali strumenti giuridici si impedirà, in futuro, un ampliamento di fatto della funzione religiosa senza nuova licenza edilizia.

L’interrogazione tocca poi il punto più sensibile: quello della sicurezza e dei precedenti legati alla Lega dei Musulmani in Ticino. I firmatari richiamano la vicenda dell’imam Samir Radouan Jelassi, ricordando il diniego di naturalizzazione deciso nel 2017 dalla SEM sulla base di un preavviso negativo del Servizio delle attività informative della Confederazione. Anche se in seguito il caso è stato riesaminato e Jelassi ha ottenuto la cittadinanza, l’UDC sostiene che i sospetti emersi allora costituiscano comunque un elemento che il Municipio non può ignorare nel valutare un progetto promosso da un’associazione ritenuta direttamente legata alla moschea di Viganello.

Non meno delicato, agli occhi dei firmatari, è il richiamo a un episodio riportato nel 2018 dal Corriere del Ticino, quando un membro con potere di firma della Lega dei Musulmani in Ticino era stato indicato dalla Procura federale come soggetto radicalizzato. Anche in quel caso l’UDC contesta l’atteggiamento tenuto dall’associazione e chiede al Municipio se abbia mai verificato seriamente la composizione attuale del comitato e i relativi poteri di firma.

Sul tavolo finisce anche il tema dei finanziamenti esteri. I democentristi evocano il precedente dei Qatar Papers e dell’interesse mostrato in passato da Qatar Charity verso il tessuto associativo islamico luganese, sostenendo che la provenienza dei fondi destinati al progetto di via Ceresio debba essere chiarita in modo rigoroso e documentato.

Infine, l’UDC chiama in causa anche gli aspetti più pratici ma non meno sensibili per il quartiere: la tenuta del traffico, il numero di posteggi, i momenti di maggiore affluenza legati alle preghiere del venerdì e alle festività religiose, oltre ai controlli che il Municipio dovrebbe garantire nel tempo sulla conformità delle attività svolte all’interno del futuro centro culturale rispetto all’ordinamento svizzero e ai valori costituzionali.

L’interrogazione è firmata da Alain Bühler (primo firmatario) insieme a Paolo Andreetti, Raide Bassi, Stefano Gambazzi, Norman Luraschi, Siro Mazzuchelli e Zahra Rusconi.

Le domande al Municipio

1. Il Municipio ha verificato o intende verificare l'identità di tutti i soggetti, persone fisiche e giuridiche, coinvolti nel finanziamento dell'operazione di via Ceresio 53B, inclusa la possibilità di apporti diretti o indiretti dall'estero, anche alla luce del precedente dei Qatar Papers che ha interessato il tessuto associativo islamico luganese?

2. Chi figura attualmente nel comitato della Lega dei Musulmani in Ticino con potere di firma nel Registro di commercio? Il Municipio ha verificato la composizione aggiornata dell'organo direttivo dell'associazione promotrice, anche tenuto conto dell'episodio documentato nel 2018 relativo a un membro con potere di firma identificato dalla Procura federale come soggetto radicalizzato?

3. La Lega dei Musulmani in Ticino ha mai adottato, a seguito degli episodi documentati di potenziale radicalizzazione al suo interno, protocolli formali di prevenzione conformi alle raccomandazioni della Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento? Il Municipio ne è a conoscenza, e li ha mai formalmente richiesti?

4. Alla luce del precedente del caso Adria e dell'impatto che un cantiere incompiuto avrebbe sul quartiere, il Municipio ha chiesto o intende chiedere ai promotori garanzie finanziarie documentali sulla loro capacità di portare a termine l'opera?

5. Come intende il Municipio garantire la separazione gestionale tra la componente residenziale e quella culturale del progetto? Quali strumenti giuridici vincolanti impediscono che, successivamente al rilascio della licenza edilizia, la destinazione d'uso degli spazi venga modificata — in particolare attraverso un'espansione della funzione religiosa — senza il ricorso a una nuova procedura edilizia?

6. Il numero di posteggi previsto nella domanda di costruzione è stato calcolato tenendo conto dei momenti di massima affluenza presso la struttura — in particolare le preghiere del venerdì e le festività religiose — oppure esclusivamente sulla base della componente residenziale? Via Ceresio è in grado di assorbire i flussi veicolari aggiuntivi senza pregiudicare la sicurezza stradale e l'accesso ai mezzi di soccorso?

7. Il Municipio ha consultato o intende consultare le autorità cantonali di sicurezza e le autorità federali competenti in relazione a questo progetto, anche alla luce della vicenda relativa all'imam Jelassi e degli episodi documentati di potenziale radicalizzazione legati all'associazione promotrice?

8. Quali strumenti ha il Municipio per verificare, nel tempo e con continuità, che le attività svolte all'interno del centro culturale siano conformi all'ordinamento giuridico svizzero, ai valori costituzionali e alle raccomandazioni federali in materia di prevenzione dell'estremismo?

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