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29.09.2023 - 16:210

Custodia alternata dopo un divorzio? "Una soluzione esigente". "Tutela i contatti con entrambi i genitori"

Marco Romano ha chiesto in una mozione che la scelta di affidare il bambino a entrambi i genitori dopo una separazione diventi leggi. Due associazioni impegnate nel campo dicono la loro, tra studi e falsi miti. "Si scelga caso per caso"

BERNA - La separazione dei genitori è sempre un momento doloroso nella vita di un bambino, perchè porta a una modifica della situazione familiare e abitativa, sia che questa avvenga con rancore oppure in modo sereno. In questi giorni, il tema è tornato al centro del dibattito dopo lo spot di Esselunga, dove una bambina cerca di riavvicinare mamma e papà grazie a una pesca. Ma anche alle nostre latitudini se ne è parlato, perchè il Consiglio Nazionale ha approvato una mozione di Marco Romano, che chiede la custodia alternata.

In pratica, vuole mettere entrambi i genitori su un piano di parità davanti alla legge per poter essere in grado di educare e prendersi cura dei bambini nella stessa misura. Citando dalla spiegazione inviata da GeCoBi, Organizzazione nazionale per la bi-genitorialità, "in futuro, nell'interesse superiore del minore, il giudice dovrà intervenire nel processo di separazione o divorzio avviato dai genitori e far rispettare e approvare la custodia alternata. L'autorità competente (il tribunale o il KESB) è già oggi giuridicamente obbligata a esaminare la possibilità di alternare l'affidamento nei procedimenti di separazione se un genitore o un figlio lo richiedono. Tuttavia, la proposta fa un ulteriore passo avanti e chiede che diventi la norma e venga sospesa solo per validi motivi oggettivi, per il bene dei minore".

Ma si può veramente trovare una soluzione ideale? GeCoBi ne è certa, mentre per l'Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostituite, "non esiste in sé una soluzione di custodia migliore di altre e che il legislatore svizzero ha fatto bene a non adottare un unico modello di custodia, lasciando alle autorità competenti in ambito di separazione/divorzio il compito di analizzare, caso per caso, quale tipo di organizzazione della vita quotidiana risponda meglio ai bisogni dei singoli bambini coinvolti a partire dalla situazione concreta di vita dei diversi nuclei familiari".

Anzi, secondo ATFMR, la custodia alternata è un modello alquanto esigente: "esigente per i figli, esigente per i genitori, esigente per la stessa società. Per la sua buona riuscita sono essenziali non solo capacità di comunicazione e collaborazione di fatto quotidiane tra i genitori separati, ma anche una serie di precondizioni materiali che non sempre sono garantite, come la vicinanza tra le abitazioni dei due genitori, una buona capacità economica di entrambi e la presenza di servizi che permettano ad entrambi i genitori di conciliare famiglia e lavoro. Ed è esigente anche per i figli dover dividere la propria vita quotidiana tra due case, con spostamenti costanti e necessità organizzative elevate. Andrebbero poi valutati con maggiore attenzione i bisogni specifici di attaccamento dei bambini più piccoli: i continui cambiamenti di luogo di vita e di figura genitoriale di riferimento rischiano infatti di perturbare il normale sviluppo psicofisico dei più piccoli e numerosi sono gli esperti che non raccomandano una suddivisione paritaria dell’affido nei primi anni di età". Insomma, non mancano le difficoltà.

L'Associazione cita anche uno studio "condotto a livello nazionale sulle famiglie separate e sul livello di soddisfazione dei figli (tra i 12 e i 18 anni) rispetto alle configurazioni familiari adottate: se 2/3 dei ragazzi che vivono solo con un genitore si dichiarano molto soddisfatti, la percentuale scende al 50% in caso di custodia alternata con suddivisione paritaria dei tempi. Nel complesso, tuttavia, dallo studio emerge uno scenario tutto sommato molto rassicurante: i figli sono nella maggior parte dei casi molto soddisfatti o abbastanza soddisfatti del tipo di custodia adottato, a riprova del fatto che in un’ampia fetta di separazioni l’attuale diritto di famiglia (che non privilegia un modello di custodia rispetto a un altro) permette l’adozione, caso per caso, di soluzioni di custodia adeguate ai bisogni dei figli". Fa anche notare come "la maggior parte delle custodie esclusive prevede infatti diritti di visita spesso molto ampi, con contatti settimanali e regolari con il genitore non affidatario".

Per contro, per GeCoBi, che lotta contro la cosiddetta alienazione, ovvero la perdita di contatto di un bambino con uno dei due genitori, la custodia alternata sarebbe una vittoria: . Il presidente Oliver Hunziker afferma: "Succede ancora che i bambini perdano il contatto con un genitore dopo la separazione dei loro genitori, senza che questo sia desiderato dal bambino o da quel genitore". Il motivo? Spesso, continua l'associazione, "l'influenza dell'altro genitore, che innesca un conflitto di lealtà nel bambino e quindi gli chiede implicitamente o esplicitamente di interrompere il contatto. Questa alienazione dei bambini da un genitore ("alienazione genitore-figlio") può avere gravi conseguenze psicologiche per i bambini. Per evitare ciò, l'accesso e il contatto dei bambini con entrambi i genitori dovrebbero essere rafforzati"

Secondo ATFMR, invece, in caso di custodia alternata e "in assenza di capacità di collaborazione genitoriale da ambo le parti, ed ancor più in casi di elevata conflittualità o di violenza domestica, i bambini si ritrovano quotidianamente al centro di tensioni che ne minacciano il sereno sviluppo psico-fisico. L’adozione generalizzata della custodia alternata è già la regola in diversi paesi vicini e numerosi sono i gridi di allarme sugli effetti perversi di questo tipo di legislazioni, che in nome di un’astratta bigenitorialità si sono dimostrate spesso incapaci di tutelare il bene dei minori anche in casi gravi di violenze domestiche o abusi". Per contro, la bigenitorialità va promossa prima di un eventuale divorzio, con una divisione paritaria dei compiti tra mamma e papà.

E in merito alla soluzione da adottare, specifica come per il diritto di famiglia non debbano esserci leggi e ricette che vanno bene per tutti, ma come sia necessario mettere al centro le esigenze del bambino. 

La mozione di Romano è stata come detto approvata dal Nazionale, ora la palla passa agli Stati. 

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