Dalla scomparsa di undici giorni ai trionfi planetari di Poirot e Miss Marple: la vita della scrittrice più tradotta al mondo dopo Shakespeare continua ad affascinare come uno dei suoi gialli

di Brenno Martignoni Polti
Regina assoluta del giallo. Attiva per oltre mezzo secolo. Due guerre mondiali. Popolarità planetaria. Intramontabile. Tra le più influenti e fruttuose di tutti i tempi. Per l’Index Translationum dell’UNESCO, la maggior tradotta nella storia dell'editoria. Un’ottantina di romanzi in quarantacinque lingue. Seconda solo a William Shakespeare.
Agatha Mary Clarissa Miller nasce il 15 settembre 1890 a Torquay. Città sulla Manica. Contea del Nevon. Regno Unito. Padre statunitense. Frederick Alvah Miller. Ne rimane orfana, nel 1901. Ha solo dieci anni. Cresciuta così dalla nonna e dalla madre. Clara Boehmer. Britannica.
Per Agatha, in famiglia, l’esoterismo è di casa. Per via proprio di sua mamma Clara. Veggente con l'abilità della seconda vista. In adolescenza frequenta l’alta società. Fino al matrimonio, nel 1914, con Archibald Christie, detto Archie. Pilota di Royal Flying Corps durante la prima guerra mondiale. Comincia a scrivere biografie romanzate sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott. Per lo più ignorate però da pubblico e critica. Il successo arriva con “Dalle nove alle dieci”. Poi il 1926. Per lei “annus horribilis”. La perdita della mamma (il 5 aprile). L’abbandono del marito, di cui mantiene il cognome. La sera del 3 dicembre 1926, verso le 21:45, Agatha svanisce nel nulla. Un fatto di ampia risonanza. Tanto da far intervenire il governo. Un dispiegamento di oltre mille agenti. Quindicimila volontari e diversi aerei per ritrovarla. Un giornale offrì pure una ricompensa di cento sterline. Sir Arthur Conan Doyle giunse a regalare a una medium uno dei suoi guanti per rintracciare la giovane collega. Sono passati cento anni da allora. Eppure l’evento rimane insoluto. Un’uscita di scena in piena regola. Di undici giorni. Plateale. Premeditata. Forse.
Comunque inducendo l’opinione pubblica a credere di essere diventata lei stessa protagonista di una delle sue storie. Certo è che fu ritrovata nel Nord dell’Inghilterra. A Harrogate. Il 14 dicembre 1926. Presso lo Swan Hydropathic Hotel. Oggi. Old Swan Hotel. Registratasi con le generalità dell'amante del consorte. Nancy Neele. “Il segreto di Agatha Christie” film del 1979 di Michael Apted ne offre intrigante lettura. Vanessa Redgrave e Timothy Dalton, rispettivamente nelle vesti di Agatha e di Archie mostrano la scrittrice inscenare il suicidio, in modo da incastrare la spasimante di suo marito per il suo "omicidio". Nella pellicola, un reporter americano, alias Dustin Hoffman, la segue e ne fa rientrare gli insani propositi.
Negli anni seguenti scrive nonostante una forte depressione. Il periodo di crisi termina quando, durante un viaggio in treno per Bagdad, trova l’ispirazione per “Assassinio sull’Orient Express”. Si innamora di Max Mallowan, che sposa nel 1930. Uno specialista di archeologia del Vicino e Medio Oriente. Insegnante a Londra e a Oxford. Direttore della British School of Archaeology in Iraq. L’arguto humour di Agatha in merito al suo sposo, di 13 anni più giovane. “Un archeologo è il marito migliore che una donna possa avere: più lei invecchia, più lui la troverà interessante.” Nel 1947 la regina Mary le chiede, come regalo di compleanno, per i suoi ottant’anni, una commedia in suo onore.
Creatrice di figure immortali. Miss Jane Marple. Hercule Poirot. Le sue peculiarità narrative hanno rivoluzionato il genere poliziesco. Con la sua personalissima struttura di “giallo classico”. Da camera, come viene anche definito. Le indagini si svolgono in un ambiente chiuso, all'interno del quale si muovono una serie di personaggi, tutti potenzialmente sospettati di un omicidio. Una trasposizione, per eccellenza. “Trappola per topi”. Unico esempio di dramma, in cartellone ininterrottamente, ogni giorno, a partire dal debutto londinese nel 1952. Primato assoluto nella storia del teatro. Con oltre settant’anni e migliaia di repliche alle spalle. Soltanto uno stop forzato di 14 mesi e un giorno, il 16 marzo 2020, per la pandemia COVID-19.
Agatha Christie decede, per cause naturali, nella sua Winterbrook House, il 12 gennaio 1976, all'età di 85 anni. È sepolta nel cimitero del villaggio di Cholsey nell’Oxfordshire. In occasione dei 50 anni dalla sua morte, a fine ottobre, una mostra sbarcherà a Londra, presso la British Library, per celebrare e osservare, dietro le opere, la sua stupefacente parabola. Perpetua.