Musa di Fellini, ha attraversato il cinema e il tempo, consegnando all’eternità una scena diventata il simbolo di una vita libera e fuori dagli schemi

di Brenno Martignoni Polti
Scena da antologia. Consacrata al grande schermo. Fontana di Trevi. Federico Fellini. La dolce vita. Lui. Marcello Mastroianni. Lei. Nel ruolo di Sylvia. Con la corona nazionale di miss. “Marcello, come here! Hurry up". Kerstin Anita Marianne Ekberg. Nasce in Svezia. A Malmö. Il 29 settembre 1931. Da bambina sognava di diventare pilota di aerei. Poi, però, la vocazione artistica. È l’età dell’oro di Hollywood. Negli Stati Uniti Anita Ekberg ci arriva negli anni Cinquanta per partecipare alla finale di Miss Universo. Sa già il fatto suo. Di carattere. Spicca subito per talento. In linea con i modelli vincenti del tempo. La prima scritturazione la ottiene nel 1953. “Abbott e Costello Go to Mars” di Charles Lamont. Al fianco della celebre coppia comica, Gianni e Pinotto, interpreta una guardia venusiana. Segue. Sempre nel 1953. “La spada d’oro” di Nathan Juran, in cui recita con Rock Hudson. Diva di ghiaccio. L’appellativo, con cui si afferma in America. “The Iceberg". Simpatico mix tra nome e cognome. Nel 1955 è con Jerry Lewis e Dean Martin in “Artisti e modelle” di Frank Tashlin. Ancora con loro, da protagonista, in “Hollywood o morte!”. Sarà però il kolossal “Guerra e pace” di King Vidor, nei panni di Hélène, a lanciarla nel pantheon delle star. In Italia. A Roma. A fine 1959. Inizia a girare con Federico Fellini. “Anitona" -come la chiamava il regista- ha 28 anni. Intelligenza e bellezza. Un binomio che calza a perfezione con le magie e il genio del maestro riminese. La sua femminilità, scolpita nell’immaginario, cattura immediati riscontri di pubblico e di critica. Richiesta ovunque. Di Fellini, rimarrà musa ispiratrice. Ritrovandola in “Boccaccio 70” (1962), con Peppino De Filippo. E ne’ “I clown” (1970). Nel 1987. “L’intervista”. Qui l’iconico connubio Ekberg-Mastroianni si ricompone. Mentre guardano la celeberrima sequenza. Lei si commuove. Lui le chiede: "Ma chi sei tu? Sei una dea? La madre? Il mare profondo? La Casa? Sei Eva, la prima donna apparsa al mondo? Quante domande ti vorrei fare ancora Anita...". Mai scontata. Efficace. Diretta. Da trincea. Con stile. Però. Invero, capitò, una volta, che si trovò ad armarsi di arco e frecce verso dei paparazzi aggressivi , che si erano appostati davanti alla sua abitazione. Proprio come quando giocava a Malmö con i cinque fratelli. Il primo gennaio 1970, a 39 anni, appare senza veli sulla copertina di Playboy. Bella. Unica. Sola. Bob Dylan la menziona nel suo pezzo. “Shall be free”. Monica Bellucci la racconta in un documentario. “The girl in the fountain” di Antongiulio Panizzi. Fuori concorso, nel 2021, al trentanovesimo Torino Film Festival. In dialogo immaginario. Due figure non contemporanee a riscoprirsi libere e indipendenti. Ma finzione e realtà non sono la stessa cosa. Per una vita, Anita Ekberg, con stampato sulla propria pelle quello spicchio di immortalità diventato mito, si è battuta per dimostrarlo. Provata e in difficoltà economiche. "Il nostro aspetto fisico dovrebbe fermarsi a un certo punto della vita. Anche se invecchiamo anagraficamente". Anita Ekberg si è sposata due volte. Nel 1956, il primo matrimonio con Anthony Steel. Attore britannico, conosciuto sul set del film “La donna del ranchero”. L’unione durò tre anni. Nel 1963, le seconde nozze, con Rick Van Nutter. Il matrimonio si tenne da noi. A Viganello, in forma privata. La notizia divenne comunque di dominio pubblico. Infatti. “L’Europeo”, il 21 aprile 1963, pubblicherà un momento del banchetto nuziale. Negli anni, le sono stati attribuiti flirt con Frank Sinatra, Gianni Agnelli (“Mai nessuno è stato importante come lui nella mia vita, né prima né dopo”) e Dino Risi. “Ma non ho rimpianti. Ho amato, pianto, sono stata pazza di felicità. Ho vinto e ho perso. Non ho un marito, non ho figli.” La sua ultima apparizione è del 5 novembre 2010. Alla trasmissione di Carlo Conti. “I migliori anni”. Per il cinquantesimo de’ “La dolce vita”. Come molte celebrità, nel tempo,ha conosciuto indigenza e abbandono. La mattina dell’11 gennaio 2015, Anita Ekberg è venuta a mancare. In una clinica di Rocca di Papa, nella zona dei Castelli Romani. In punta di piedi. Con la simbolica semplicità di quei gesti a fior d’acqua nella fontana. Aveva 83 anni. Il suo messaggio e consiglio alle giovani che vogliono intraprendere la carriera di attrici. “Non compromettersi. Se si crede nel proprio talento, non compromettersi, mai”.