23 mag 2012 - 21:16

Oltre 2 milioni e mezzo di greci non possono più beneficiare della sanità pubblica: l’indebitamento degli ospedali è arrivato al punto che, in caso di mancato pagamento delle spese per il parto, si “sequestra” il bambino finché non arrivano i soldi


La crisi economica che ha colpito la Grecia sta portando a delle conseguenze pesanti per tutta la popolazione: per dirne una, gli ospedali hanno chiesto alle neomamme di pagare le spese per il parto. Se le donne non fossero in grado di saldare il conto gli ospedali trattengono i figli finché non vedono arrivare i soldi.

La notizia, ripresa da diversi media, è stata raccontata da una neomamma greca che dopo aver dato alla luce suo figlio con un parto cesareo, si è vista recapitare a casa una fattura di 1’200 euro con specificato che in caso di mancato pagamento l’ospedale potrebbe trattenere il nascituro. Quando la donna, che insieme alla famiglia ha perso il lavoro a causa della crisi, ha risposto che non aveva i soldi, l’ospedale l’ha di nuovo minacciata di tenersi il bambino e la neomamma disperata ha deciso di raccontare la storia ai giornali.

In Grecia la sanità per chi paga le tasse è gratuita e possono usufruirne anche i disoccupati a patto che siano in regola con i contributi: il problema è che ormai un quarto della popolazione greca non può pagare le tasse e di conseguenza non può beneficiare della sanità pubblica. Lo stesso Governo, per evitare ulteriori spese, ha ordinato al sistema sanitario di tagliare le spese per cercare di ridurre i debiti. In questo caso invece il problema è il mezzo con cui gli ospedali stanno cercando di far fronte ai loro debiti, che può mettere in serie difficoltà le persone che non dispongono dei mezzi sufficienti per pagare le spese mediche, come ad esempio il parto.