23 nov 2009 - 16:49

mercoledì 25 novembre 2009, alle ore 18.15 nell’aula magna delle scuole di Massagno. La nuova misura di “amnistia”, più nota come scudo fiscale-ter, istituita dall’Italia dopo le due precedenti avvenute nel 2001 e nel 2004, ha suscitato timori e reazioni nel Cantone Ticino: a tal fine si sono mobilitati l’Associazione bancaria ticinese e il Consiglio […]

mercoledì 25 novembre 2009, alle ore 18.15 nell’aula magna delle scuole di Massagno.

La nuova misura di “amnistia”, più nota come scudo fiscale-ter, istituita dall’Italia dopo le due precedenti avvenute nel 2001 e nel 2004, ha suscitato timori e reazioni nel Cantone Ticino: a tal fine si sono mobilitati l’Associazione bancaria ticinese e il Consiglio di Stato, che hanno chiesto l’intervento dell’autorità federale. Il Consiglio federale è intervenuto nominando, quale consulente politico per gli affari fiscali tra Italia e Svizzera, l’avvocato Renzo Respini, che farà parte di un’apposita task force, e interrompendo le negoziazioni in corso con l’Italia per modificare la disposizione della convenzione sullo scambio di informazioni. Questa azione a livello federale e cantonale è il segno più evidente di un diffuso disagio che agita la piazza finanziaria ticinese. Al di là di queste misure, che per il momento hanno soprattutto un carattere formale, è opportuno esaminare se non è possibile mettere in atto quella che forse è la sola misura concreta per riportare nelle nostre banche i capitali defluiti all’estero. Si tratta di valutare l’opportunità di istituire un’amnistia fiscale svizzera che farebbe emergere i capitali neri depositati all’estero da parte dei residenti in Svizzera. Tra l’altro questi capitali potrebbero inserirsi nel ciclo economico il che contribuirebbe ad attenuare la crisi in atto.
Sull’opportunità di un’amnistia fiscale vi sono posizioni legittime e contrastanti, tra coloro che sostengono la ragion di Stato e quelli che attribuiscono maggior valore alla parità di trattamento. Queste posizioni, che sembrano tra di loro inconciliabili, legittimano certamente il dibattito che viene proposto.