21 lug 2010 - 17:41

L’edizione odierna del Corriere del Ticino pubblica in prima pagina un interessante intervento di Tito Tettamanti.

Un intervento dal quale traspare appieno lo stile molto particolare del finanziere ticinese e dal quale ci permettiamo di estrapolare alcune frasi, ritenendo che averle anche su Ticinolibero.ch sia un arricchimento, come ogni volta che Tettamanti mette nero su bianco i suoi pensieri.

(…) I consi­glieri federali hanno il privilegio di decidere autonomamente quando mettere fine al loro mandato. Vale a dire (salvo pochissime eccezio­ni dovute a beghe e complotti di partito) un mem­bro del nostro Governo può rimanere attaccato allo scranno quanto gli pare e dimissionare quan­do gli fa comodo, per motivi strettamente perso­nali o talvolta per favorire le tattiche di partito. Raramente comunque in quello che la retorica definisce l’interesse superiore del Paese.

(…) Leuenberger, che da alcuni anni ricopre la carica con un’aria di sofferta sufficienza quasi facesse un piacere alla Patria, se ne va. All’inizio del 2009 dalle colonne della «Weltwoche» mi ero permesso di suggerire che quattro consiglieri federali (Couchepin, Leuenberger, Merz e Calmy-Rey) dimissionassero contemporaneamente per permettere il rimpasto di un governo inefficiente e che aveva perso, oltretutto in un momento di emergenza, autorevolezza. I «Magnifici Quattro» se ne vanno, ma ad uno ad uno sull’arco di tre anni. Tre anni persi da un Consiglio federale che dà spettacolo per meschine beghe tra i suoi componenti ed in perdita di credibilità.

(…) Con le dimissioni di Leuenberger è iniziato il solito stucchevole toto ministri. A questo proposito mi preoccupano due aspetti. Il fatto da un lato che si facciano nomi, ma nessuno parli di un profilo attitudinale. Quello, per intenderci, che ogni ditta, anche modesta, prepara per la ricerca di un medio quadro dirigenziale. L’altro fatto è che i nomi dei papabili sono solo quelli di parlamentari nazionali o consiglieri di Stato. Ma sono loro il Paese? Solo loro in grado di rappresentarlo?
Ai tempi venne nominato consigliere federale uno Schaffner (uno dei più alti dirigenti dell’amministrazione federale) perché oggi non un Siegenthaler, ritiratosi da pochi mesi con molti meriti dall’Amministrazione delle finanze federali?