27 ago 2011 - 18:27

Una nuova formazione politica si affaccerà nel variegato mondo politico ticinese, i Verdi liberali. Ma…


Sembra esserci una novità nel panorama politico ticinese, una lista per le elezioni federali dei Verdi liberali. O meglio, qualcosa di simile. La notizia arriva direttamente dai vertici dei Verdi liberali, il partito che negli ultimi tempi è in fortissima crescita, erodendo consensi ai partiti di centro, aggiudicandosi gli elettori tradizionalmente borghesi ma attenti alle tematiche ambientali.

In una mail indirizzata ai membri ticinesi della newsletter dei Verdi liberali, il presidente nazionale Martin Bäumle spiega che “nel corso dell’anno ci sono stati dei contatti con alcuni ticinesi”. La fondazione di una sezione ticinese non poteva però essere seguita dai vertici nazionali, “siamo un partito piccolo che sta ancora per costruirsi”. Per questo motivo “i Verdi liberali quest’anno non possono partecipare alle elezioni federali in Ticino. Ci mancano semplicemente le risorse”.

Fin qui nulla di nuovo. Già qualche mese fa il partito aveva annunciato che non avrebbe più creato nuove sezioni cantonali fino a dopo le elezioni federali, e dunque nemmeno in Ticino. Ma poi arriva la notizia: “i ‘verdi radicali liberi’, partito politico recentemente fondato, non appartengono alla pvl svizzera. Questa fondazione non è stata concordata con noi”.

Dunque in Ticino qualcuno avrebbe creato una “sezione non-ufficiale” dei Verdi liberali. Chi ci sta dietro?

Ad orchestrare l’operazione è Werner Nussbaumer, che abbandonata La Forza Civica, con la quale si era presentato alle elezioni cantonali, ha deciso di proporre i Verdi liberali anche in Ticino. O meglio, i “Verdi liberali democratici”. Assieme a lui Laura Armani, Giuseppe Gaggetta e Gaetano Tozzo. La neonata formazione ha già preso contatto con molte persone, soprattutto nell’ALRA, e sembra che l’interesse non manchi: un partito politico attento all’ambiente ma anche alle esigenze dell’economia.

La formazione potrebbe cercare un’alleanza con i Verdi di Sergio Savoia, mediante una congiunzione, ma per ora di contatti fra le due formazioni non ve ne sono.