CANTONALI 2023
Togni: "Le aziende, in Ticino, pagano meno! Ecco le nostre proposte alternative"
Il candidato del Partito Comunista non ha dubbi: "Il lavoro è la priorità, perchè a causa di questi salari inferiori i ticinesi non possono affrontare spese impreviste e i giovani lasciano il Cantone"

di Alberto Togni*

Un recente studio dell’Ufficio cantonale di Statistica attesta che i salari mediani in Ticino sono inferiori del 23,3% rispetto al resto della Svizzera, che questo divario è in crescita e che la quasi totalità di questa differenza non è giustificata da criteri oggettivi come la formazione, l’età, la posizione gerarchica ecc. Insomma, al contrario di quanto ci viene costantemente detto, semplicemente, qui le aziende pagano meno.

Le conseguenze?

In Ticino, nel 2020, ossia prima che cominciassero a verificarsi le conseguenze causate dalla pandemia e dalla guerra, quasi un quarto della popolazione, il 24,4%, viveva in un’economia domestica con un reddito imponibile inferiore alla soglia di rischio povertà (contro il 15.4% a livello svizzero). Il 28,9% della popolazione ticinese è impossibilitata ad affrontare una spesa imprevista di 2'500 CHF, il 18,3% ha un arretrato di pagamento (senza considerare gli arretrati dei premi dell’assicurazione malattia).

I giovani decidono di trasferirsi oltralpe, o di rimanerci una volta terminati gli studi e le casse dello Stato si svuotano per fornire una serie di prestazioni sociali a coloro che non hanno un lavoro o che, pur esercitando un’attività professionale, non riescono comunque ad arrivare alla fine del mese. Se evidentemente come Canton Ticino abbiamo poche possibilità di influire sul contesto internazionale che ha aggravato una situazione già delicata (anche se pure qui in realtà sarebbe più saggio anche per la nostra stessa economia riflettere se sia più utile aderire alle sanzioni europee o giocare invece seriamente un ruolo di mediatore nel conflitto in corso), quello su cui la classe politica può e deve immediatamente intervenire è il mercato del lavoro. Per troppi anni l’unica strategia è stata quella di attirare grosse aziende, senza alcun attaccamento al territorio, esclusivamente attraverso sgravi fiscali. Il risultato è stato l’insediarsi in Ticino di attività con posti di lavoro di bassa qualità, salari accettabili unicamente da chi vive oltrefrontiera e un forte aumento della spesa sociale dello Stato, ritrovatosi però con buchi milionari.

Ci presentiamo a queste elezioni con delle proposte alternative molto chiare, fra cui la necessità di ritornare a fare una seria politica economica, dove lo Stato prenda l’iniziativa promuovendo una coraggiosa e lungimirante politica industriale dedicata a specifiche attività produttive e di ricerca pubblica volta all’innovazione, assicurando uno sviluppo virtuoso dell’economia cantonale.

Vogliamo che l’Ente Pubblico, nelle sue diverse forme, sostenga le PMI locali, i piccoli artigiani e gli agricoltori legati al tessuto sociale e dichiari non gradite quelle aziende che invece si insediano nel nostro Cantone unicamente per sfruttare manodopera e territorio. Senza dimenticare di pari passo una migliore tutela delle condizioni di lavoro, che permetta ai lavoratori di vivere della propria attività, senza dovere dipendere da sussidi o essere costretti a partire.

* Consigliere comunale a Gordola, Candidato del Partito Comunista al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio 

Potrebbe interessarti anche

ECONOMIA

Per arrestare la fuga di cervelli, servirebbe un aumento dei salari del 15%. E non basterebbe

TRIBUNA LIBERA

Modenini vs Mirante: "In Ticino da anni attorno al tema salariale si fa soprattutto chiacchiera”

ECONOMIA

"Cara politica ti scrivo", le richieste di AITI per la prossima legislatura

CANTONALI 2023

Andrea Togni: “Facciamoli tornare questi cervelli. E lo Stato sia proattivo verso chi vuol fare impresa”  

POLITICA

Ticino Manufacturing abbandona TiSin e si adegua al salario minimo

ECONOMIA

Credit Suisse: “Dopo anni difficili l’economia ticinese è in fase di riassetto”

In Vetrina

IN VETRINA

InGrado: “L’AI come diario segreto. Il sollievo che può diventare gabbia”

17 MARZO 2026
IN VETRINA

OCST, “il Lavoro” cambia volto: nasce la rivista trimestrale

11 MARZO 2026
IN VETRINA

Hotel Belvedere Locarno, la sostenibilità come visione quotidiana

08 MARZO 2026
IN VETRINA

“Sicuri in acqua – Un tuffo nella prevenzione” torna allo Splash e Spa Tamaro

03 MARZO 2026
IN VETRINA

Ingrado: “IA e procrastinazione. La trappola del perfezionismo algoritmico”

24 FEBBRAIO 2026
IN VETRINA

Nomine SIMS, OCST-Docenti: "Concorsi da rifare e ricorsi più difficili"

12 FEBBRAIO 2026