SPORT
Arbitri, «il livello è buono. Problemi di comunicazione? Non devono impegnarsi in discussioni...»
Qualcuno aveva lamentato un po' di arroganza negli arbitri svizzeri, il responsabile li difende. «Per il futuro, puntiamo su Jaccottet, Klossner, Schärer e San»
BERNA - L'arbitro, si sa, è spesso l'elemento più contestato della partita: un rigore non dato, un cartellino di troppo o evitato, un fuorigioco inesistente visto dal suo assistente. Nelle ultime giornate, il Chiasso ha lamentato qualche errore. A colpire sono state soprattutto le parole di Alberto Regazzoni nel finale, che aveva parlato di arroganza, di sorrisini da togliersi dal volto quando parlano coi calciatori, e di un livello che, dopo i tempi di Busacca, è sceso. Abbiamo chiesto al capo del servizio arbitrale dell'ASF, Cyril Zimmermann, se è d'accordo col capitano dei rossoblù.
Come giudica il livello degli arbitri svizzeri? Dopo qualche anno ad alti livelli c'è un po' di crisi...
«Il livello di arbitri e assistenti è buono. Attualmente, ci manca una figura che sia nostro rappresentante nelle competizioni internazionali. Lavoriamo per far sì che i direttori di gara siano qualitativamente migliori possibile, e per avere nostri fischietti nei tornei organizzati da FIFA e UEFA.
In Challenge League ci sono spesso errori, ma i calciatori contestano soprattutto l'atteggiamento, parlando di arroganza e sorrisini: cosa ne pensa? Prestate attenzione ai comportamenti e ai rapporti con i calciatori?
«Non posso condividere quanto detto: in Challenge League ci sono gli stessi errori, numericamente, che in Super League. Il compito del direttore di gara è quello di condurre il gioco in conformità con i regolamenti e non fa parte dei suoi compiti impegnarsi in discussioni con i giocatori e gli allenatori. Quindi non posso confermare le situazioni che lei mi cita».
Esiste un problema di comunicazione e di lingua, soprattutto con le squadre ticinesi? Se sì, come si può risolvere?
«Non credo che ci sia un problema di comunicazione tra arbitri, assistenti e giocatori, neppure in Ticino. Sul campo di calcio si parlano molte lingue, non una sola, e se si vuole si può trovare il modo di capirsi. Si potrebbe comunicare bene con l'inglese, e dovrebbe essere possibile farlo anche in tedesco o francese».
Il caso Sion, con il presidente Constantin che ha denunciato un arbitro, potrebbe creare un precedente?
«Non fornisco al momento informazioni sulla questione del Sion».
Chi sono gli arbitri su cui puntate per il presente e per il futuro?
«Ci sono diversi nomi che potranno avere una carriera interessante. Penso in particolare a Jaccottet, Klossner, Schärer e San, che arbitrano da anni in Super League».
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