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10.10.2017 - 16:000
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:43

Se 9 su 9 non bastano ancora... Today is the day, la Svizzera chiamata a portare a termine un capolavoro. La cooperativa del gol contro CR7

Dopo l'incredibile striscia di risultati utili consecutivi, ben nove vittorie, i rossocrociati non devono perdere contro il Portogallo. Un anno fa non c'era Cristian Ronaldo: tutta lì la differenza? Una nazione in campo con gli undici di Petkovic, per mostrare di essere maturi

LISBONA – La chiamano la finalissima, eppure è “solo” una partita per le qualificazioni ai Mondiali russi del 2018. Eppure, come si potrebbe definire una sfida da dentro o fuori? Appunto, finalissima, e dunque finale sia.

Svizzera e Portogallo si affrontano questa sera a Lisbona: ai rossocrociati basta un pari per proiettarsi direttamente ai Mondiali, nel malaugurato caso di una sconfitta, si andrebbe agli spareggi. Un risultato, in fondo, da non buttar via, calcolando che di fronte si ha la compagine campione d’Europa, però…
Ci sono tanti però. Gli spareggi sono sempre gare insidiose, e avere un buon ranking e aver vissuto una fase di qualificazione più che positiva non garantisce niente. Il rischio è di non esserci, e la Svizzera, un movimento calcistico in crescita, che si sta stabilizzando nel mondo dell’élite del pallone, comparendo ormai come un commensale fisso al tavolo dei più grandi tornei internazionali, non può permetterselo.

Però essere superati proprio all’ultima partita, all’ultima curva, può far male, e arrestare un processo di crescita graduale e continuo. Il prossimo passo per i ragazzi di Petkovic è ottenere un risultato davvero importante ai Mondiali, ovvero non essere più una delle partecipanti fisse ma qualcuno che può dire la sua, creare la sorpresa. Uscire sconfitti da Lisbona potrebbe essere uno stop psicologico in vista di questo momento tanto atteso da tutta la nazione, anche se è vero che dagli insuccessi spesso si cresce e si conosce il vero valore di una squadra.

Il però più grande è che sembra inconcepibile non andare direttamente ai Mondiali dopo aver vinto nove partite consecutive. Una striscia impressionante, che ha proiettato la Svizzera come prima del suo gruppo. Solo i rossocrociati e la Germania ce l’hanno fatta, per dire. Mai nella storia del calcio nazionale svizzero si era fatto tanto bene. Segno è che la gestione Petkovic sta dando i suoi frutti, che dietro la generazione d’oro, quella dei Behrami e degli Inler, che pareva aver portato alle vette più alte della storia, stanno crescendo dei giovani che possono dapprima affiancarli e poi un domani sostituirli, in modo che la Svizzera abbia il suo ricambio generazionale e non debba vivere solo per la gloria di annate particolarmente generose per il mondo del pallone.

Il Portogallo, comunque, che tallona i rossocrociati, ha fatto una gran fase di qualificazione. Le ha vinte tutte, tranne una, quella che al momento fa la differenza: lo scontro diretto. Ungheria, Isole Far Oer, Lettonia e Andorra sono sempre state semplici comprimarie delle due regine: era presumibile, ma forse non in modo così clamoroso. Giocava la Svizzera, e si dava un’occhiata al risultato del Portogallo. Giocava il Portogallo, e un occhio era sul punteggio svizzero. Un lungo duello, in cui ciascuno sperava in un passo falso dell’altro per allungare o per sorpassare.

Non è avvenuto,  e così, come alla prima giornata, eccole di fronte.  Quando giocarono una contro l’altra il 6 settembre 2016, dunque più di un anno fa, era la prima partita dopo gli Europei, dopo l’incredibile vittoria del Portogallo. Privo di Cristiano Ronaldo, in tema lusitano venne piegato da Embolo e Mehmedi. In una squadra capace di vincere l’Europeo un sol giocatore, anche se assolutamente fuori dal comune in quanto a talento, come CR7 può fare una differenza così enorme? Per rispondere, basta guardare i numeri: nelle gare successive, solamente in una il campione del Real Madrid non è andato in gol: 15 le marcature, il doppio quasi rispetto a chi lo segue nella classifica marcatori del gruppo, il connazionale Andé Silva. Il primo sivzzero è Seferovic, ma in rete sono andati ben 14 elementi: insomma, una cooperativa del gol, dove tutti sono utili e nessuno è strettamente indispensabile. 

Certo, se si potesse si dovrebbe chiedere che entrambe, dopo una fase di qualificazione straordinaria come quella vissuta, meriterebbero un posto ai Mondiali, senza passare dagli spareggi. Il regolamento, ovviamente, la pensa in modo diverso. Una sola delle due, l’altra dovrà giocarsi il passaggio.
Il mondo guarda la Svizzera. Non dovranno tremare i polsi, agli uomini di Petkovic. Basta un piccolo sforzo per arrivare al traguardo, anche se tanto piccolo non è. Bisognerà resistere nella bolgia di Lisbona, mostrare di essere davvero una squadra degna commensale dei tornei principali.

Una prova di maturità, di laurea. Vincerne 10 su 10 sarebbe un biglietto da visita incredibile, da applausi, Dovesse andar male? Nessuno ci pensa… nello sport, la scaramanzia ha il suo perché. Intanto, occhi e cuori a Lisbona, in campo con gli 11 di Vlado.
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