CRONACA
Non è vaccinato e non si fa tamponare: licenziato
Il caso arriva da una ditta di forniture per ufficio di Lamone. Al dipendente, assunto come magazziniere, la domanda sul vaccino è stata fatta durante il colloquio e al primo giorno di lavoro. Il titolare: "Gli abbiamo chiesto di fare un tampone"

LAMONE - Non si vuole vaccinare e non fa il tampone: viene licenziato. La vicenda arriva da Lamone e apre domande e interrogativi sulla divisione della società che, purtroppo, il tema vaccini sta creando (e se ora arriverà il certificato Covid obbligatorio, rischia di peggiorare).

A raccontare la storia è tio.ch. Il protagonista è un uomo assunto come magazziniere presso una ditta di forniture per ufficio a Lamone. Alla firma del contratto gli è stato chiesto se fosse vaccinato, lui ha risposto di no. 

La stessa domanda se l'è sentita fare il primo giorno di lavoro: la risposta non è cambiata, ha aggiunto che ci avrebbe pensato. 

Il titolare dell'azienda ha 83 anni e racconta così la vicenda: "Siamo stati chiari sin da subito. Gli è stato detto che ingaggiare una persone non vaccinata poteva rappresentare un grosso rischio sia per i colleghi che per me, che è vero che sono vaccinato, ma rientro tra le categorie a rischio". Aggiunge che al dipendente è stato proposto di fare un tampone: lui non ha voluto.

E allora è scattato il licenziamento. 

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