CRONACA
Losanna trasferisce i suoi pazienti. "Col vaccino disponibile non è accettabile ridurre o fermare il programma operativo"
Le persone ricoverate in cure intense per il Covid sono 13, un numero troppo elevato: il rischio è di dover rimandare operazioni già programmate. Piene anche le strutture di Berna, Lucerna, San Gallo, Zurigo e Ginevra

LOSANNA - "Aumentare il numero di letti disponibili nelle unità di emergenza significa attingere ai team che lavorano in sala operatoria per prendersi cura dei pazienti affetti da COVID-19. È una decisione con pesanti conseguenze". Sono parole della consigliera di Stato losannese Rebecca Ruiz (PS). E così il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) comincia a trasferire i pazienti Covid ricoverati in cure intense altrove.

Sono 13 le persone che hanno il virus e necessitano di cure intense, ma sono comunque troppi: non c'è margine per aumentare le capacità di posti letto. Altrimenti si dovrebbe iniziare a rinviare operazioni programmate e ritardarne altre. I 13 occupati rappresentano il 30% di quelli totali disponibili e il desiderio è tenerli per le operazioni. 

Losanna non vuole farlo. "Ora che abbiamo il vaccino, non sarebbe accettabile dover fermare o ridurre ancora il nostro programma operativo", si rammarica Ruiz. Delle 13 persone ricoverate, solo una è vaccinata.

Trasferire pazienti non è semplice, dato che anche le strutture di Berna, Lucerna, San Gallo o Zurigo sono piene. Anche a Ginevra la situazione è critica, i posti letto in cure intense occupati da pazienti Covid sono 17, 7 più del massimo previsto.  

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