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Cronaca
10.03.2022 - 09:290

Quindicesimo giorno di guerra, Zelensky: "I negoziati sono una cosa seria, ma io non vedo risultati"

Il presidente ucraino: "A difendermi ci pensa la mia gente. La minaccia nucleare di Putin è un bluff. Sarebbe un suicidio"

RUSSIA/UCRAINA – È il quindicesimo giorno di Guerra tra Ucraina e Russia. Un nuovo giorno di bombardamenti e morti, tra cui civili e bambini. Ieri sera, le forze russe hanno attaccato due ospedali. Uno pediatrico a ovest di Kiev. Nella mattinata di oggi è iniziato un nuovo round di negoziati con la Russia che non sembra smussare le proprie richieste e l’Ucraina che non intende abbassare la testa.

Intanto, anche l’America guarda con preoccupazione a quanto accade tra Russia e Ucraina. Il portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha scritto su Twitter che “tutti dovremmo vigilare sul possibile uso di armi chimiche o biologiche da parte della Russia in Ucraina. Nei giorni scorsi, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha accusato la Russia di utilizzare bombe termobariche, vietate dal diritto internazionale.

 Il presidente ucraino Zelensky ha parlato via WhatsApp al Corriere della Sera. “Non devo nascondermi. Mi trovo in Ucraina e non ho paura di morire. A difendermi ci pensa la mia gente e io mi sento al sicuro. Noi abbiamo sempre proposto alla Russia di negoziare la pace, è il principale obiettivo. Ma i negoziati vanno presi sul serio e io non vedo risultati. La minaccia nucleare di Putin? È un bluff. Una cosa è agire da criminale di guerra, un’altra scegliere il suicidio”.

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