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30.03.2022 - 08:440
Aggiornamento: 04.04.2022 - 16:38

Il killer di Rescaldina confessa: "Così ho ucciso Carol e ho smembrato il suo corpo"

Il 43enne, bancario e food blogger, ha raccontato come ha ucciso l'amica porno star mentre giravano un filmino hard

BRESCIA – La confessione di Davide Fontana, 43 anni, il suo racconto, la sua ricostruzione, è forse la cosa più agghiacciante di questo delitto che sembra un copione di un film dell’orrore. Agghiaccianti sono le sue parole, quelle con cui, di fronte agli inquirenti di Brescia, ieri ha ricostruito, dopo l’arresto, l’assassinio di Carol Maltesi, 26 anni, aspirante porno star, in arte Charlotte Angie. Il delitto di Rescaldina, cittadina in provincia di Milano.

 

“Stavamo girando un filmino hard – ha raccontato durante la confessione -. Lei era legata, aveva un sacchetto in testa. Ho iniziato a colpirla con un martello su tutto il corpo, non forte. Poi quando sono arrivato verso la testa ho iniziato a colpirla forte, non so bene il perché. Non so cosa mi sia successo. Credo fosse già morta ma non sapendo che altro fare le ho tagliato la gola con un coltello da cucina”. Sono le tre di martedì notte, di ieri notte, quando Davide Fontana, 43 anni, bancario, fotografo, food blogger per passione, attore hard amatoriale, è crollato davanti ai magistrati e ai carabinieri dopo quattro ore di interrogatorio. Ha confessato di avere ucciso Carol Maltesi, amica e vicina di casa. di averne smembrato il corpo in tre giorni, di aver prima tentato di darle fuoco e infine di aver abbandonato i resti tra le montagne di Borno, in provincia di Brescia durante una vacanza in un hotel di Boario Terme.

“Vi ho raccontato tutto questo perché volevo togliermi questo peso e dire la verità”, ha aggiunto. Secondo gli inquirenti è lui il presunto autore (presunto ma reo confesso) della morte dell’attrice hard Charlotte Angie.

Per più di due mesi ha gestito il telefonino della ragazza, rispondendo ai messaggi che riceveva “nel tentativo di far credere loro che fosse viva”. Agli altri attori e agli amici che la cercavano aveva raccontato che Carol “voleva cambiare vita, lasciare il mondo del porno”. Menzogne ripetute fino al 26 marzo quando, dopo la scoperta del corpo, il giornalista Andrea Tortelli ha scritto chiedendo per conferma di ascoltare la viva voce della ragazza: “È stato l’unico a chiedere un vocale in questi due mesi. Mi sono spaventato e non gli ho più risposto” ha detto Fontana.

Fontana ha raccontato come ha smembrato il corpo della giovane dopo aver acquistato “un’accetta e un seghetto da metallo” e dopo aver tentato di cancellare i suoi tatuaggi con un coltello. Ha ripulito l’appartamento e ha lavato gli stracci in lavatrice, poi ha acquistato “su Amazon un freezer a pozzetto”. In quei giorni di febbraio il figlio di una vicina di casa, vedendo Fontana in cortile, gli chiede dove siano Carol e il figlio che ogni quindici giorni veniva a Rescaldina a giocare: “È con il papà a Verona”, ha risposto.

 

Il delitto è avvenuto, stando al racconto del carnefice, “il 10 o l’11 di gennaio. Era mattina, intorno alle 11, ero in smart working. Abbiamo girato due video con il mio telefonino”. Il primo (“una scena non violenta”) è ancora sul suo Iphone, il secondo l’ha cancellato. Ha legato la ragazza a un palo da lap dance al primo piano dell’appartamento di lei. Le ha legato mani e piedi con del nastro isolante. Poi ha iniziato a colpirla con il martello, fino alla morte: “Sono stato mezz’ora a guardarla e poi sono tornato a casa”.

Assistito dal suo legale, Stefano Paloschi, Fontana ha racconta l’incontro con Carol e l’inizio della loro relazione: “L’ho conosciuta in un hotel di Milano nell’ottobre 2020. Io lavoravo in banca ma ho la passione per la fotografia. L’ho incontrata attraverso Instagram e le facevo degli scatti in abbigliamento intimo. Vivevo a Milano insieme a mia moglie, poi ho deciso di lasciarla perché avevo iniziato a frequentarmi con Carol. Avevamo una relazione aperta. Lei vendeva filmati e foto hard su Onlyfans”.

 

Quella relazione è durata qualche mese, anche se i due si sono frequentati più a lungo. Fontana, nella sua prima deposizione, ha raccontato che la ragazza aveva iniziato a frequentare un attore porno. “Ma lui era troppo geloso” e il fidanzamento è finito a gennaio di quest’anno. Ha aggiunto che in seguito Carol non si era più fatta viva con lui: “Abbiamo avuto qualche contatto su Telegram, lei spesso cancellava i messaggi. Diceva che voleva dedicarsi al figlio. Diceva che voleva lasciarsi la vita precedente alle spalle”. Ma non era così.

 

Gli inquirenti si convincono già dal primo interrogatorio dopo il fermo che nessun altro, se non lui, può essere l’autore del delitto. Il 43enne è sotto pressione e crolla. Una volta uccisa la ragazza ne ha conservato i resti squartati per giorni nel freezer, poi ha tentato di bruciarli con l’alcol nel barbecue di un bed and breakfast di una frazione di Cittiglio, in provincia di Varese. Non riuscendoci ha riporta tutto a casa e ha deciso di andare verso le montagne di Borno dove trascorreva le vacanze da bambino con la famiglia. A Breno, dove in un parco sono stati trovati i sacchi in cui Fontana aveva chiuso il corpo.

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