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22.05.2022 - 09:090

Vaiolo delle scimmie, primo caso in Svizzera: tutto quello che c'è da sapere

Riscontrato il primo caso a Berna. L'UFSP fornisce tutte le indicazioni tra sintomi, trattamento e raccomandazioni

BERNA – Il vaiolo delle scimmie è arrivato anche in Svizzera. Lo riporta l’Ufficio federale della sanità pubblica. Su Twitter, l'UFSP comunica un primo caso nel nostro Paese e più precisamente a Berna. Si tratta di una persona che è stata esposta al virus all'estero.

Quello che c'è da sapere

Attualmente si sta registrando una maggiore frequenza di infezioni da orthopoxvirus in Europa e nel Nordamerica. Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva virale causata dall’orthopoxvirus. Nell’essere umano il quadro clinico presenta alcune analogie con quello del vaiolo (Variola virus), anche se il vaiolo delle scimmie ha un decorso generalmente più blando.

Agente patogeno e trasmissione della malattia

L’orthopoxvirus è considerato moderatamente trasmissibile all’uomo. L’infezione è trasmessa dagli animali (probabilmente da roditori) all’uomo (zoonosi). È anche possibile una trasmissione da uomo a uomo. L’infezione si trasmette attraverso grandi goccioline respiratorie e attraverso il contatto stretto con persone o animali infetti. Un’infezione può essere causata anche dal contatto con fluidi o sangue.

È possibile che il contatto sessuale con una persona infetta aumenti la probabilità di trasmissione da persona a persona. Uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini sembrano essere esposti a un maggior rischio di contagio. Le vie di trasmissione sono attualmente oggetto di analisi scientifiche approfondite.

Occasionalmente gli orthopoxvirus sono causa di focolai nel continente africano. Dall’inizio di maggio 2022 è stata rilevata per la prima volta una maggiore frequenza di casi di vaiolo delle scimmie in vari Paesi europei e nordamericani. La trasmissione della malattia è avvenuta probabilmente da uomo a uomo e non tutte le persone colpite hanno un’anamnesi di viaggio in un’area a rischio (Africa centrale e occidentale).

Quadro clinico

Tra i sintomi della malattia rientrano febbre, mal di testa, mal di schiena, dolori muscolari, linfonodi ingrossati, brividi e spossatezza. Tipicamente si sviluppa un’eruzione cutanea con vescicole o pustole (analoghe a quelle del vaiolo) che spesso parte dal volto e poi si diffonde ad altre parti del corpo, anche fino ai genitali. Il periodo di incubazione fino all’inizio della malattia è di norma di 6˗16 giorni, talvolta anche più lungo.

La malattia ha generalmente un decorso blando. La maggior parte delle persone contagiate si ristabilisce in poche settimane. Le persone immunodepresse nonché i bambini e i giovani adulti sembrano avere un maggior rischio di decorso grave della malattia.

Prevenzione

Non esiste un vaccino specifico contro il vaiolo delle scimmie. I vaccini antivaiolo della prima e della seconda generazione, che sono stati somministrati nell’ambito del programma di eradicazione del vaiolo (in Svizzera fino al 1972), offrono una protezione efficace. Un vaccino antivaiolo della terza generazione (MVA-BN/Imvanex) è stato autorizzato in Europa per l’immunizzazione contro il vaiolo negli adulti. Questo vaccino offre anche una buona protezione dal vaiolo delle scimmie, ma non è omologato in Svizzera.

Trattamento

Il trattamento è principalmente rivolto ai sintomi. Nei casi gravi, previo parere di un esperto, può essere somministrata una terapia antivirale con Tecovirimat. Questo trattamento non è attualmente omologato in Svizzera.

Raccomandazioni

Le persone con sintomi dovrebbero rivolgersi a un medico.

Le persone con un’anamnesi di viaggio in un’area a rischio (Africa centrale e occidentale) dovrebbero tenere sotto osservazione il proprio stato di salute e rivolgersi a un medico al manifestarsi dei sintomi.

I professionisti della salute dovrebbero considerare l’infezione da vaiolo delle scimmie come diagnosi differenziale nelle persone con sintomi clinici e rivolgersi a uno specialista.

I professionisti della salute applicano le misure di protezione secondo le raccomandazioni di Swissnoso in materia di prevenzione delle infezioni per gli operatori sanitari a contatto diretto con i pazienti.

I casi sospetti dovrebbero essere isolati (periodo di isolamento da valutare insieme ai medici cantonali), testati (ulteriori informazioni si trovano sul sito CRIVE) e immediatamente dichiarati ai medici cantonali e all’UFSP (Dichiarazione su referto insolito).

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