CRONACA
Una truffa da 13 milioni per vivere da nababbo. Condannato il sedicente principe etiope
La Corte della Assise Criminali ha inflitto sei anni di detenzione e l'espulsione dalla Svizzera per dieci anni all'uomo che diceva di essere l'erede dell'imperatore etiope Selassié. "Ha ingannato degli amici"

MENDRISIO – Il sedicente principe etiope è stato condannato a 6 anni di detenzione più l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni perché ritenuto colpevole di truffa per mestiere e ripetuta falsità in documenti.

La vicenda dell’uomo ha fatto scalpore al momento del suo arresto poiché si definiva erede dell’ultimo imperatore etiope Aklile Berhan Makkonen Hailé Selassié, mentre pare sia figlio di un giardiniere del re etiope. Peraltro quando scattarono le manette le sue tre figlie erano concorrenti del Grande Fratello Vip, portando ancora maggior interesse mediatico.

A essergli contestati però non sono le bugie ma l’aver sottratto a tre professionisti del Mendrisiotto 13 milioni di franchi in pochi anni. Di uno era amico, un fiduciario, era amico, agli altri due (un imprenditore e un ex banchiere) aveva promesso di ottenere parecchi soldi che sarebbero potuti arrivare dai 178 miliardi di dollari che sosteneva di possedere in titoli tedeschi e statunitensi.  Che ovviamente non esistevano. Anzi i soldi che si faceva dare servivano a farlo vivere come un nababbo, ingannando gli altri tre. L’uomo sapeva benissimo che quei prestiti non sarebbero mai stati onorati.

Per la Corte delle Assise criminali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, l’aver ingannato degli amici rende tutto ancor più grave. I tre si erano fidati, un punto che la difesa contestava affermando che non hanno mai verificato e che il numero dei miliardi millantati avrebbe dovuto insospettirli.

Non si è appurata la eventuale discendenza nobiliare dell'uomo. La truffa, invece sì e dunque è arrivata la condanna odierna. 

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